Ufo in Italia, più di 1000 avvistamenti all’anno

Si torna a parlare di alieni, questa volta con i numeri alla mano. Sono quelli resi noti dal CISU – Centro Italiano Studi Ufologici, che raccoglie tutte le segnalazioni e gli avvistamenti di oggetti non identificati. “A partire dall’anno 2000 si è verificato un aumento delle segnalazioni, con una punta tra 2009 e 2010 di oltre 1.000 avvistamenti l’anno, 3.000 solo nel 2009, quando prima erano nella misura di un centinaio” spiega Edoardo Russo, segretario generale del CISU. Certamente l’avvento di internet ha contribuito a questa crescita esponenziale rendendo semplice e immediato l’invio delle segnalazioni (per chi ne avesse, è sufficiente compilare un modulo sul sito www.cisu.org). Ma tra fenomeni meteorologici, lanterne cinesi e attività militari, il CISU riesce quasi sempre a dare una spiegazione scientifica per gli avvistamenti descritti. Alla fine, dopo un’accurata scrematura, per la gioia dei più impressionabili, soltanto il 10% dei casi viene riconosciuto inspiegabile e quindi classificato come U.F.O.

Diminuiscono invece gli incontri ravvicinati, di cui si riscontrano solo 10 casi l’anno e cambia l’aspetto degli oggetti non identificati: non più dischi volanti (che vengono comunque fotografati), ma forme triangolari e sfere luminose. Look rinnovato anche per le creature aliene, che mentre prima figuravano bianche con lunghe braccia e adesso sono grigie con grandi occhi. Per Edoardo Russo, questo avviene perché “gli extraterrestri sono un mito che attiene alla sfera culturale: esiste, in questo, un’era pre e post Spielberg che ha plasmato l’immaginario collettivo”. Suggestioni a parte, l’Italia supera di gran lunga Francia e Germania per il numero di segnalazioni inviate. Come si spiega dunque questo gap territoriale? Scetticismo dei cugini d’oltralpe o preferenza extraterrestre per il Bel Paese?

Sabina Delle Rose