Cameron in Russia: relazioni economiche e divisioni in politica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:22

Continua la “Guerra Fredda”? Gelo tra Russia e Inghilterra, almeno sul piano politico. I due Paesi hanno posizioni diametralmente opposte su tante problematiche come il rispetto dei diritti umani e le sanzioni da adottare contro il governo siriano, responsabile della brutale repressione delle manifestazioni di piazza. La visita di David Cameron a Mosca, ieri, e il suo incontro con il premier Putin e con il presidente Dmitrij Medvedev non ha fatto altro che confermare questa distanza siderale. Cameron ha rifiutato la richiesta russa di ristabilire contatti fra le agenzie di spionaggio, ha richiamato il governo di Mosca al rispetto dei diritti umani e, infine, ha duramente criticato la corruzione dilagante e il trattamento risevato ai dissidenti. La risposta  del Cremlino è stata: «Lei deve imparare a rispettare il nostro sistema legale» e, ancora, «è il segreto di Pulcinella, un open secret che la corruzione esiste nel Regno Unito ».

Alle origini della “Guerra Fredda”. Un confronto serrato quello tra Russia e Inghilterra, un incontro-scontro che ha alle proprie spalle cinque anni di rottura totale tra i due Paesi. Risale, infatti, al 2006 il G8 di San Pietroburgo che ha visto per l’ultima volta un premier britannico, all’epoca Tony Blair, avere un incontro ufficiale con gli uomini del Cremlino. Di lì a pochi mesi si assistette all’omicidio efferato di Alexander Litvinenko, ex agente del Kgb, avvelenato col polonio 210, in un hotel londinese. Litvinenko aveva acquisito la cittadinanza britannica e il suo vergognoso assassinio si era consumato a Londra, motivo che legittimava l’Inghilterra a chiedere l’estradizione di Andrey Lugovoy, ex agente segreto russo, ora potente parlamentare, accusato all’epoca dei fatti dell’omicidio. Le richieste di estradizione risultarono del tutto inutili e i rapporti già tesi tra Inghilterra e Russia diventarono, allora, impossibili. La dura posizione di Cameron verso Mosca è dettata, anche, dalle richieste di quattro ex ministri degli Esteri britannici – David Miliband, Margaret Beckett, Jack Straw e Sir Malcolm Rifldnd, tre laburisti e un conservatore – che hanno scritto al primo ministro una lettera aperta in cui chiedono di prendere una posizione netta a difesa dei diritti umani negati dall’amministrazione Medvedev-Putin. In particolare è stata esaminata la detenzione politica di uomini come Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev e l`omicidio, ancora senza colpevoli, di Serghey Magnitsky. Quest’ultimo era un avvocato impiegato dall’azienza inglese Hermitage Capital Management. Nel 2009 rivelò una colossale frode fiscale che vedeva coinvolti poliziotti, politici, professionisti e ufficiali russi. Magnitsky fu arrestato,  torturato e lasciato morire in carcere.

“Un ponte economico”. Se sul piano politico il matrimonio tra Russia e Inghilterra è un vero e proprio disastro, non si può dire la stessa cosa della loro unione sul piano economico. Il  Regno Unito è il sesto partner commerciale della Russia e quest’anno il miglioramento è stato del 50%. L’incontro di ieri tra Cameron e Medvedev si è concluso con la stipulazione di contratti per 215 milioni di sterline e, da diversi anni, seicento aziende inglesi investono in Russia oltre 20 miliardi di sterline. Negli affari economici, dunque, tra Inghilterra e Russia c’è feeling  come, del resto, accade a tanti altri Paesi: amici-nemici,  rivali sul piano politico e, paraddossalmente, al tempo stesso  grandi alleati  sul piano economico. Sarà questa la strada giusta per indurre Stati che non rispettano i diritti umani a farlo?

Giovanna Fraccalvieri

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