Letta e Confalonieri: Silvio, molla. Ma lui non ci sta

Silvio, fatti da parte: sarebbe questo l’amichevole consiglio che Gianni Letta e Fedele Confalonieri avrebbero consegnato la scorsa settimana al premier in un incontro informale a palazzo Chigi. L’indiscrezione, ripresa da molti organi d’informazione, ha riacceso i fari sulla proposta di Pier Ferdinando Casini, che da qualche tempo apre alla possibilità di siglare un’intesa con la maggioranza (fino a fine legislatura) a condizione che il presidente del Consiglio faccia un passo indietro. Opzione che non viene neanche lontanamente contemplata da Silvio Berlusconi. “Non mollo – avrebbe risposto agli amici di sempre – Mi porterebbero direttamente in galera”.

Il consiglio di Fedele e Gianni – “Ragioniamo su una exit strategy. Pensaci, se concordi un’uscita puoi trattare. Ma soprattutto il clima di assedio si attenuerà solo per il fatto che non stai più a palazzo Chigi”. Con queste parole, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, avrebbero tentato mercoledì scorso di far ragionare l’amico Silvio sulla possibilità di “buttare la spugna” prima che sia troppo tardi.

Il Cavaliere non molla – Un’uscita di scena concordata, negoziata con le forze dialoganti dell’opposizione (leggi Pier Ferdinando Casini), disposte a trattare su temi quanto mai delicati come le intercettazioni o il processo breve. Una soluzione che, nonostante la decennale amicizia, avrebbe spinto il Cavaliere a chiudere bruscamente ai due, invitandoli a elaborare strategie di ben altro tipo. “Io non mollo – avrebbe risposto stizzito il premier – Voi dite che l’assedio si dissolverebbe, ma io penso, invece, che mi porterebbero direttamente in galera“. Di più: “Sono un combattente e non ci penso a mollare – avrebbe rincarato il premier – Se cado si va alle elezioni”.

I malpancisti e la difesa di Alfano – Ma chi ha fatto un giro in Transatlantico giura che il “consiglio” di Fedele e Gianni sia considerato l’unica soluzione possibile per accompagnare il presidente del Consiglio verso un congedo decoroso. E non solo tra gli esponenti dell’opposizione. All’interno del Pdl, infatti, starebbe ingrossandosi a vista d’occhio la schiera dei “malpancisti“, impensieriti dai troppi problemi personali del Cavaliere, che rischiano di comprometterne la credibilità politica e istituzionale anche all’estero. A ribadire, invece, l’opportunità di mantenere Berlusconi alla guida del governo 8ancora per molto tempo) è stato il segretario del Pdl, Angelino Alfano: “Chi ci crede giochi la partita – ha detto qualche giorno quasi ammonendo i colleghi più insofferenti- chi non ci crede si metta a bordo campo e faccia giocare chi ha voglia di vincere”.

Maria Saporito