Moretti e Martone in corsa per gli Oscar europei

Moretti, Martone, Oscar Europeo. Segnali di risveglio per il nostro cinema. Dopo il leone d’argento all’ultimo festival del cinema di Venezia tributato a Terraferma di Emanuele Crialese ecco che due nostri film entrano nella prima selezione di candidature per concorrere all’Efa, meglio noto come l’Oscar europeo. Si tratta delle pellicole di Nanni Moretti: Habemus Papam, e di Mario Martone: Noi Credevamo. Il risultato è importante ma non sorprendente, vista l’alta qualità delle due opere. Due opere che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra, quella di Moretti  è una riflessione forte sul tema dell’inadeguatezza, messa in scena con i toni surreali e corrosivi che da sempre caratterizzano il regista romano. Qui poi il Nanni nazionale (lui inorridirebbe ad esser chiamato così) si avvale della straordinaria interpretazione di Michel Piccoli, un’interpretazione in levare, perfettamente calibrata, per un attore che ormai ha trovato nei così detti mezzi toni cechoviani una perfetta formula per calibrare le emozioni. Martone invece propone una lucida e rigorosa riflessione sul Risorgimento Italiano, al di fuori dei toni macchiettistici con cui è stato spesso descritto sui libri di scuola. Un’indagine sul passato che restituisce le vibrazioini di un’epoca troppo spesso ignorata o sottovalutata, e invece ricca di istanze al cambiamento, di spinte alla ribellione e di giovani pronti a sacrificare la propria vita in virtù dei propri ideali. Il film ebbe un’accoglienza non troppo fortunata nell’edizione 2010 della mostra del cinema di Venezia, probabilmente penalizzato dalla durata (quasi tre ore) in un cartellone che costringeva spettatori e critici a visioni frenetiche che non lasciavano ai film il tempo di sedimentare il proprio contenuto. Anche nel caso di Noi Credevamo il cast è ricco di grandi attori, il meglio del nostro cinema: Luigi Lo Cascio, Valerio Bonasco, Francesca Inaudi, Michele Riondino, e sopratutto quel  Toni Servillo che, verrebbe da dire parafrasando un celebre album di Luca Carboni, “intanto non sbaglia un film”.

Candidati. La concorrenza agli Efa di quest’anno si annuncia molto agguerrita e difficilemente si presenterà come nella scorsa edizione una pellicola piglia tutto. L’anno scorso infatti ad aggiudicarsi tutti i premi più importanti (Film, regia, attore protagonista, sceneggiature) fu Ghost Writer (l’Uomo nell’ombra), thriller con al centro della vicenda un primo ministro inglese che per molti aspetti assomigliava a Tony Blair. Il film era diretto da Roman Polasky che subito dopo la fine delle riprese  era stato travolto dallo scandalo giudiziario che l’aveva portato fino al carcere in Svizzera. Quest’anno invece, come dicevamo, sono molte le pellicole che possono ambire al premio più importante di miglior film. Innanzi tutto sono in corsa i due film che hanno vinto l’Oscar (quello vero) nella scorsa edizione come miglior film in assoluto, e miglior film in lingua straniera. Parlo ovviamente del Discorso del Re di Tom Hooper e di In un mondo migliore di Suzanne Bier. Oltre a loro non possiamo non citare: Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne (Gran prix all’ultimo festival di Cannes) Le Havre del regista cult finlandese Aki Kaurismaki, La Piel que habito, di Pedro Almodovar, Melancholia di Lars von Trier. Le candidature delle cinquine finaliste nelle varie categorie (film, regia, attori, sceneggiatura fotografia, commento musicale le più importanti) saranno annunciate il prossimo 5 Novembre nel corso del Sevilla Film Festival, mentre la cerimonia di premiazione avrà luogo il 3 Dicembre 2011 a Berlino. Sarà una grande festa per il cinema. Al nostro auguriamo di festeggiare più degli altri.

Simone Ranucci.