Caso Tarantini: Berlusconi cerca nuovi impedimenti

Che Silvio Berlusconi non voglia raggiungere la Procura di Napoli per riferire, come testimone, ciò che sa sulla presunta estorsione targata Tarantini-Lavitola è fatto noto a tutti. Ma che il premier stia addirittura pensando di evitare l’audizione dei pm adducendo impegni politici definiti all’ultimo momento è una possibilità che pare farsi sempre più concreta. Sembra, infatti, che il presidente del Consiglio stia pensato di volare presto in America per evitare i magistrati, i quali avrebbero a loro volta minacciato di ricorrere all’accompagnamento coatto.

Nuovi impedimenti – Quello tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e i pm della Procura di Napoli potrebbe diventare presto un braccio di ferro giocato sul filo dei tecnicismi. Corre voce, infatti, che il Cavaliere stia pensando di ricorrere a nuovi “legittimi impedimenti” per evitare l’audizione con i togati che vogliono conoscere la sua versione dei fatti (come persona informata e presunta parte lesa) sull‘affaire Tarantini.

In volo per New York – Dopo gli indifferibili incontri di ieri a Bruxelles e Strasburgo, infatti, il Cavaliere starebbe adesso pensando di staccare il biglietto per New York, dove la settimana prossima si terrà la sessione annuale delle Nazioni Unite. Un incontro per il quale era già stato designato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ma che – alla luce dei nuovi accadimenti – potrebbe beneficiare della partecipazione diretta del nostro presidente del Consiglio.

L’audizione-trappola – Il motivo? Il premier è convinto che l’audizione dei pm partenopei finirà per trasformarsi in una “trappola”. Approfittando dell’assenza dei suoi avvocati, tenteranno in ogni modo di metterlo in difficoltà, forzandolo a dichiarare ciò che non vuole dichiarare, ovvero di aver pagato ingenti somme di denaro ai due faccendieri per comprare un preziosissimo silenzio. Un’eventualità che il presidente del Consiglio non vuole neanche contemplare e che lo ha spinto a immaginare ogni possibile soluzione.

Verso l’accompagnamento coatto – Dal canto loro i pm napoletani, che sugli incontri di ieri hanno dimostrato grande comprensione, hanno rimarcato l’esigenza di convocare al più presto il premier, prefigurando un ultimatum perentorio: “Se non si renderà disponibile nei prossimi giorni – hanno detto – predisporremo l’accompagnamento coatto“.

Maria Saporito