Estorsione a Berlusconi, Lepore: Il Premier decida quando, ma si presenti

L’incontro tra Silvio Berlusconi e i pm di Napoli, che indagano sulla presunta estorsione subita dal Premier in persona in cambio del silenzio di Gianpaolo Tarantini sui retroscena della vicenda delle escort a Palazzo Grazioli, s’ha da fare.
Ma al momento da parte della Procura vi è massima apertura nei confronti del Presidente del Consiglio, con l’intento di venire incontro alle esigenze del capo di governo senza tuttavia soprassedere sull’importanza insita in una testimonianza diretta dello stesso Berlusconi.
A ribadire il concetto è stato, oggi, il capo della procura di Napoli, Giandomenico Lepore che, pur ricordando come “la memoria difensiva non basta nessun cittadino si può sottrarre a suo piacimento ai magistrati“, ha dichiarato: “Abbiamo dato quattro o cinque giorni di tempo per scegliere quando e dove fissare l’appuntamento in totale libertà. Mi sono state attribuite cose che non ho mai detto e sui giornali ho letto notizie farneticanti che sarebbero uscite dalla procura. Quando ci saranno novità, le comunicherò io stesso”.

Il parere de La Repubblica – Stando alle fonti del quotidiano La Repubblica, Berlusconi avrebbe deciso di acconsentire, nei prossimi giorni, all’interrogatorio davanti ai pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock. A convincere il Premier sarebbe stato l’esito dell’audizione del suo legale Niccolò Ghedini negli uffici della Procura nazionale antimafia.
In questa vicenda, lo ricordiamo, Berlusconi non risulta indagato ma la sua testimonianza è considerata fondamentale per fare luce sull’estorsione subita dai coniugi Giampaolo e Nicla Tarantini e da Valter Lavitola, tuttora ricercato.

S. O.