Libia, Amnesty: crimini di guerra ‘da entrambe le parti’

Violenze in Libia. L’associazione umanitaria Amnesty International ha accusato “entrambe le parti” in causa in Libia di crimini di guerra. Infatti, sia il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) dei ribelli sia l’esercito di lealisti fedeli al Colonnello Muammar Gheddafi si sarebbero resi protagonisti della perpetuazione di violenze e abusi contro moltissimi civili innocenti. Non a caso, il dossier di 107 pagine pubblicato ieri sul sito Internet presenta il titolo: “La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture”. Esso si basa su alcune ricerche effettuate nel periodo che va dal 26 febbraio e il 28 maggio 2011, soprattutto nelle città di Brega, Bengasi, Misurata e Ras Lanuf.

Il Cnt deve rispettare i diritti umani. “I miliziani dell’opposizione e i loro sostenitori – si legge all’interno del dossier – hanno rapito, arrestato in modo arbitrario e ucciso ex membri delle forze di sicurezza, sospetti lealisti di Gheddafi, catturato soldati e cittadini stranieri erroneamente sospettati di essere mercenari che combattevano per le forze di Gheddafi”. Tuttavia, dopo aver puntato il dito, Amnesty ha chiesto al Cnt di mettere al più fine agli abusi e di cominciare a considerare i diritti umani come un aspetto importante, introducendo nuove leggi che regolino e puniscano severamente chi non li rispetta. Secondo l’associazione internazionale, infatti, non è necessario commettere tali crimini per riuscire a prevalere sull’avversario: per combattere efficacemente Gheddafi infatti la miglior contromossa sarebbe proprio un uso moderato della violenza.

Emanuele Ballacci