I misteri dell’universo raccontati dal satellite Fermi

Due anni fa la Nasa lanciò in orbita il satellite Fermi. Oggi  i dati inviati sulla Terra sono stati inseriti in un catalogo, che raccoglie 1.873 sorgenti celesti, frutto di un costante monitoraggio della volta celeste a cui ha partecipato anche l’Italia con l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Un lavoro ciclopico, quello dei ricercatori, che hanno passato in rassegna – e continuano a farlo –  le scansioni complete del cielo inviate dal telescopio ogni tre ore, registrando così movimenti,  indizi e segnali che riconducano a fenomeni finora rimasti sconosciuti.  Gino Tosti, dell’Università di Perugia, che ha preso parte al progetto, sottolinea che  “il catalogo comprende un grande numero di sorgenti non associate ad oggetti rilevati ad altre lunghezze d’onda”.

In altri termini, gli oggetti osservati dal satellite Fermi  ”sono galassie attive e mistero puro“. Il risultato è straordinario se si tiene conto che “il catalogo della precedente missione ha rilevato soltanto 300 sorgenti celesti”, spiega  Patrizia Caraveo dell’Istituto Nazionale di Astrofica. Circa un terzo degli oggetti rilevati dal satellite resta ancora sconosciuto,ed è proprio su questa fetta che si concentra l’attenzione dei ricercatori,alla continua ricerca di nuovi elementi che possano far luce sui misteri del cosmo.

Sabina Delle Rose