Turchia, Erdogan dice sì alla Palestina: nuova sfida contro Israele

Scontro aperto Turchia-Israele. “Lo Stato palestinese deve essere riconosciuto. Non ci sono altre scelte. È un dovere” ha affermato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan. Davanti agli esponenti della Lega Araba (organizzazione politica degli stati dell’Africa settentrionale, del Corno e del Medio Oriente) riunitasi al Cairo, il premier turco non ha nascosto la sua strategia di isolare Israele, definita come un “bambino viziato” che fa della prepotenza e del terrorismo il suo cavallo di battaglia, ignorando le atroci conseguenze che causa al suo popolo. “È tempo che la bandiera palestinese sventoli anche alle Nazioni Unite. Uniamo gli sforzi e facciamo che questa bandiera diventi un simbolo di pace e di giustizia in Medio Oriente” ha sentenziato Erdogan.

Sfiducia per Assad. La soluzione per creare un clima diverso passa, secondo il premier turco, da tre importanti prerogative: rispetto della libertà, della democrazia e dei diritti umani. È infatti solo tenendo in considerazione questi fondamentali valori che si potranno scongiurare l’esplosione di nuove guerre e battaglie ingiustamente bagnate dal sangue di vittime innocenti. Chiaro qui il riferimento alla situazione in Siria e ad Assad: soffocare e reprimere le proteste con la forza non è infatti il modo migliore per creare un clima disteso. Sonora bocciatura quindi per il presidente siriano, inizialmente sostenuto dalla Lega Araba, ma ora lasciato al suo destino: “È innegabile che mentre il numero delle vittime civili aumenta, le riforme non sono state fatte e quindi non possiamo più credere in lui” ha concluso Erdogan.

Emanuele Ballacci