Carcere più lontano per Milanese. Grazie alla Lega

Ad allentare le manette intorno ai polsi di Marco Milanese è stato ieri il partito guidato da Umberto Bossi. Nella votazione della giunta per le autorizzazioni alla Camera, infatti, la Lega ha votato no all’arresto dell’ex braccio destro di Giulio Tremonti, intravedendo nei suoi confronti un “fumus persecutionis” da parte dei magistrati. Le sorti di Milanese – su cui pendono le accuse di associazione per delinquere, corruzione e rivelazione di segreto d’ ufficio -verranno comunque definitivamente decise giovedì prossimo, quando la Camera (con voto segreto) si pronuncerà sulla sua richiesta d’arresto.

La Lega difende Milanese – “In giunta voteremo contro l’arresto di Milanese e in Aula lasceremo libertà di coscienza anche se poi deciderà il segretario federale”. Il capogruppo leghista della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Luca Paolini, lo aveva detto a chiare lettere: il Carroccio non avrebbe avvallato la richiesta di arresto di Marco Milanese avanzata dai pm. Promessa mantenuta perché con 11 voti contrari (all’arresto) e 10 favorevoli, l’ex braccio destro di Tremonti ha ieri potuto tirare il primo sospiro di sollievo.

In voto in Aula giovedì prossimo – A votare a favore dell’arresto sono stati invece gli esponenti del Pd, dell’Udc, dell‘Idv e di Fli. A dettare la linea dei leghisti era stato lo stesso Umberto Bossi, che interpellato ieri sull’argomento, non aveva lasciato adito a fraintendimenti: “A me non piace fare arrestare la gente”, aveva scandito il Senatur. Ma la parola fine sarà scritta giovedì prossimo, quando l’intera Aula di Montecitorio dovrà esprimersi (con voto segreto) sulla delicata vicenda.

Maria Saporito