Intercettazioni: Berlusconi chiede un decreto. Il no del Colle. I dubbi di Nitto Palma

Roma – Ieri Berlusconi ha incontrato il Capo dello Stato: “i pm mi perseguitano”. Ipotesi sul ritorno del lodo Mondadori: “Mi hanno lasciato senza contanti“.

Berlusconi al Colle – Berlusconi, nella giornata di ieri è stato ricevuto a colloquio dal Presidente Napolitano poco prima di entrare alla per votare la fiducia al suo governo.
Oggetto dell’incontro, la manovra economica e gli esiti degli incontri istituzionali del premier a Bruxelles, dove si è recato per cercare di tranquillizzare Europa e mercati sulla stabilità politica ed economica del nostro paese. Ma non solo.
Pare infatti, che Berlusconi abbia spiegato al Capo dello Stati l’importanza di varare un decreto per fermare le intercettazioni.
Ma pare che la risposta di Napolitano sia stata un secco no che ha segnato uno scontro istituzionale ai vertici dello Stato.
Berlusconi infatti, aveva intenzione di varare un decreto molto rapidamente viste le ultime inchieste che lo vedono coinvolto dopo le presunte estorsioni ai suoi danni da parte di Tarantini e Lavitola.
Dalle intercettazioni sarebbe emerso il consiglio del premier a Lavitola di restare all’estero Latitante vista l’inchiesta della Procura di Napoli.
Ma Berlusconi va avanti: “La prima legge che gli italiani vogliono è quella sulle intercettazioni, perché l’87% dei cittadini è intercettato”, ha detto.

Il Ministro Palma dice no a Berlusconi – Napolitano non è stato il solo a nutrire forti dubbi per le intenzioni del premier, ma anche il neo Ministro della Giustizia. E’ stato lo stesso Franco Nitto Palma, infatti, a spiegare al Cavaliere che non avrebbe potuto avallare questa mossa. “Non posso firmare un provvedimento del genere”. Facendosi forte della posizione del presidente Napolitano, il Guardasigilli ha ricordato che un decreto richiede i requisiti di necessità e urgenza.

Matteo Oliviero