La manovra passa alla Camera e fuori scoppia la contestazione

La manovra economica potrebbe diventare presto legge. Con 314 voti a favore e 300 contrari, il testo è stato approvato ieri anche dall’Aula di Montecitorio. Un risultato agognato dal governo, che dopo aver posto l’ennesima fiducia, si appresta adesso ad incassare la firma del presidente della Repubblica. La seduta di ieri a Montecitorio è stata segnata da una breve contestazione di un gruppo di ex leghisti, ma le proteste più violente si sono consumate al di fuori del Palazzo, con lancio di fumogeni, bombe carta, petardi, scarpe e interiora di animali.

Manovra approvata alla Camera – E alla fine la manovra economica è riuscita ad uscire indenne dal passaggio parlamentare. Complice la fiducia posta dal governo, il testo tanto contestato (e su cui l’esecutivo è dovuto tornare più volte, spesso rivoluzionandone l’impianto) è stato approvato da 314 deputati, che hanno avuto la meglio sui 300 colleghi che hanno votato contro. Il provvedimento giungerà adesso al Quirinale, in attesa della firma di Giorgio Napolitano, che potrebbe presto convertirlo in legge

Ex suppoter leghisti protestano – Intanto la seduta di ieri a Montecitorio è stata “vivacizzata” dalla breve contestazione di un gruppo di ex leghisti che – capeggiati dall’ex  deputato del Carroccio Francesco Formenti – hanno esposto un lenzuolo con su scritto: “Basta Lega, basta Roma, basta tasse”. La loro protesta è stata però tempestivamente interrotta dai commessi, che hanno accompagnato i leghisti delusi fuori dall’Aula.

Ronchi contestato – Di ben altro tono, invece, le contestazioni consumatesi ieri pomeriggio davanti piazza Montecitorio, dove i Cobas e alcuni cittadini indignati hanno lanciato fumogeni, scarpe, uova, vernice, bombe carta, petardi e interiora di animali. La tensione si è ulteriormente accesa quando l’ex ministro Andrea Ronchi, travolto da un coro di “buu” all’uscita dal palazzo, ha scelto di avvicinarsi ai contestatori. “Tu guadagni in un mese quello che io guadagno in un anno, non ti vergogni?”, gli ha urlato un manifestante. E mentre l’ex finiano tentava di replicare, contribuendo ad aizzare ulteriormente gli animi, è stato colpito da un gavettone d’acqua.

La rabbia della piazza – “È venuto qui a provocarci – ha spiegato una manifestante – e ci ha anche detto ‘cialtroni di m… ‘, siete la vergogna d’Italia”. E ancora: “Siamo qui per far sentire al governo l‘indignazione e la rabbia della piazza – hanno spiegato gli organizzatori della protesta – Questa manovra è contro l’Italia e gli italiani e di certo non la vogliamo pagare noi”. Dopo che le forze dell’ordine hanno ottenuto lo sgombero di piazza Montecitorio, i contestatori hanno deciso di dirigersi verso il Colosseo, mandando in tilt il traffico capitolino.

Maria Saporito