Magistrato sospeso, due perizie psichiatriche dimostrano la salute mentale di Ferraro

Il magistrato Paolo Ferraro è sano di mente? La domanda, che a un primo sguardo potrebbe tradire non poca volgarità, rappresenta il nodo principale di una vicenda che se corrispondesse alla verità – ipotesi questa che acquisirebbe valore nel caso in cui la risposta al quesito sarebbe negativa – andrebbe a scoperchiare un universo fino a ‘ieri’ oscuro e nascosto, sia agli occhi dell’ignaro che a quelli di chi preferisce il quieto vivere, ma anche pericoloso e imprevedibile.
Il pubblico ministero romano a giorni dovrà fare i conti con la sentenza del Consiglio superiore della magistratura (Csm) che dovrà decidere se rendere definitiva la sospensione di Ferraro dalla sua professione: stando a quanto stabilito con un provvedimento che risale a quasi quattro mesi fa, il Csm considera il pm incapace di svolgere il proprio ruolo a causa di sopraggiunta infermità mentale.
A dare origine ai sospetti, circa lo stato di salute del magistrato, sono state le indagini condotte da Ferraro in privato che lo avrebbero portato alla scoperta di una setta che lo stesso magistrato definisce di stampo esoterico-massonico, con deviazioni anche verso il satanismo.
Tra i membri di questo gruppo, dalle dimensioni non ristrette ma che anzi si distribuisce in varie località del Paese, vi sarebbero numerosi esponenti dell’esercito che agirebbero lungo il solco tracciato dal progetto Monarch, ovvero quelle pratiche attuate con l’obiettivo di arrivare al controllo della mente della vittima che, dopo aver visto sconfitte tutte le proprie difese, diventerebbe un potenziale braccio al servizio di una mente votata al male.
Le ricerche fatte dal pm sono partite dalla scoperta di alcune attività occulte che avevano luogo presso un’abitazione all’interno della cittadella militare della Cecchignola. Da lì sono partite le denunce ma anche l’ostruzionismo – a detta dell’interessato – attuato dai piani alti della Magistratura. Oggi, Ferraro si trova a dover fare i conti con il rischio di essere definitivamente estromesso dal mondo delle toghe perché ritenuto inabile mentalmente. Nel tentativo di dimostrare l’opposto, il magistrato nelle ultime settimane si è sottoposto volontariamente ad alcune perizie psichiatriche che dovevano avere il compito di stilare un quadro completo della sua personalità. La lettura delle relazioni lascia di certo perplessi: due diversi psichiatri, il Dott. Massimo Burattini e il Dott. Massimo Marinelli, hanno confermato l’assenza di patologie nella psiche di Ferraro, confermandone la piena integrità delle sue facoltà.

Le due perizie – Nei due referti si leggono pareri che sembrano contrastare e per certi aspetti, se si considera il fatto che le opinioni provengono da due esperti del settore, annullare i sospetti avanzati mesi fa dal Csm.
Burattini scrive: “Da quanto emerge dall’esame clinico sulla persona del Dott. Ferraro sembra di poter escludere elementi disfunzionali e sintomatologici tali da far propendere per la presenza di disturbi di personalità gravi o addirittura per psicopatologie che sconfinino nell’area della psicosi. Il dott. Ferraro è una persona sufficientemente equilibrata e anche nell’area anch’essa esplorata delle relazioni affettive, e in senso più allargato sociali, non sembrano emergere allo stato attuale elementi disfunzionali o clinicamente rilevanti in senso psicopatologico”.
Dello stesso avviso è anche il parere di Marinelli che all’interno della sua relazione dichiara: “Non traspaiono elementi inerenti a gravi disturbi della personalità o a stati border-line o psicotici. Non esistono psicopatologie né sul piano ideativo, né su quello emozionale. Inoltre, emerge uno stato di coscienza altamente ispirato ad una idealità […] che rende il dott. Ferraro un individuo responsabile e capace di percorrere sentieri innovativi nel campo della sua professionalità”.

Simone Olivelli