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Pakistan, kamikaze attacca corteo funebre: ritorsione contro le tribù locali

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Ammonta ad almeno trenta, a cui debbono essere aggiunte diverse decine di feriti, il numero delle vittime di un attentato terroristico che ha segnato ancora una volta la quotidianità del Pakistan, uno tra i paesi del Medio Oriente a essere più colpito dagli attacchi dei kamikaze.
A essere preso di mira, oggi, è stato addirittura un corteo funebre. L’episodio ha avuto luogo in una città dell’area di Jandool Mayar, all’interno del distretto di Dir Inferiore, regione situata vicino al confine con l’Afghanistan.
Ad agire sarebbero stati militanti islamici che si sono fatti saltare in aria, infiltrandosi all’interno della processione.

Funerale particolare – Stando a quanto emerge dai primi riscontri sul luogo della tragedia, il kamikaze non avrebbe scelto un funerale qualsiasi: quel corteo stava dando l’ultimo saluto a uno dei capi tribù locali. Il sospetto che l’azione terrorista abbia avuto un obiettivo ben preciso è reso più corposo dal fatto che già in passato si sono verificati episodi simili.
Tra i moventi ritenuti più verosimili dalle forze dell’ordine pakistane vi è quello di una ritorsione nei confronti delle popolazioni locali per aver sostenuto il governo di Islamabad nelle politiche contro i talebani.
L’ipotesi è stata confermata dal capo della polizia locale che, come riportato dal Corriere del Ticino, ha dichiarato: “I locali hanno formato delle milizie contro gli estremisti e questa è una rappresaglia contro di loro“.

S. O.

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