Berlusconi, c’è chi dice ‘no’: dopo i rifiuti di Belen e Arcuri, ci sarà quello degli italiani?

Perché il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe dovuto cedere alle pressioni dell’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini, disposto a vendere, per cifre da capogiro, il proprio silenzio sulle vicende legate ai festini che avevano luogo a Palazzo Grazioli?
In molti risponderanno che il tutto è riconducibile alla ricattabilità di un Premier che pare aver voluto concentrare negli ultimi anni della propria carriera politica – a meno che davvero, come un giorno fu profetizzato dal medico di fiducia Umberto Scapagnini, non viva fino a centoventi anni – il maggior numero di scandali.
Scandali che sconfinano in maniera prepotente nelle ipotesi di reato. Fatti per la maggior parte legati alla presunzione, insita nel personaggio Berlusconi in maniera ancora più decisa che nell’abusato stereotipo del machismo italiano, di poter far girare la testa a ogni donna che abbia un po’ di gusto.
Un’illusione da comprare con fiumi di denaro che all’occasione vengono impreziositi da promesse di lavoro, incarichi istituzionali, successo. Un Presidente del Consiglio trasformato in lampada di Aladino. Basta compiacerlo, ancora prima che sfregarlo. Un uomo che con il passare degli anni ha dimostrato aver abbassato le proprie difese, finendo per incappare in errori di valutazione e di fiducia che hanno dato il la non solo alle inchieste giudiziarie, ma anche un depauperamento dell’immagine tale da trasformarlo da self-made man ad anziano soggiogato.

I sì e i no – Dalle intercettazioni, o per meglio dire da quelle che al momento sono state trascritte, inerenti l’inchiesta di Bari emerge ancora una volta i modi con cui Berlusconi e Tarantini intavolavano organizzavano le serate di festa e bunga bunga.
Chi mi porti stasera?“, era una delle domande consuete rivolte dal Premier all’imprenditore. Nel carnet a disposizione di Tarantini tante giovani ragazze disposte a diventare l’oggetto delle attenzioni di Berlusconi, ma anche chi si ha scelto di declinare l’invito. Tra di esse anche Manuela Arcuri, nota soubrette e attrice di fiction, che disse di no nonostante la promessa di vedere messa una buona parola a proprio favore nella selezione delle vallette per il Festival di Sanremo.
A rispondere due di picche sarebbe stata anche Belen Rodriguez,  e a tal proposito Berlusconi fu costretto ad ammettere: “Belen non me la sono fatta, sta con un mio calciatore (Marco Borriello, ndr)”.
Il Premier probabilmente non ne è ancora cosciente, vittima del suo innato ottimismo che lo porta a sorvolare anche sulle evidenze, ma continuando di questo passo rischia di ritrovarsi, parafrasando De Gregori, a giocare con ben quattro ‘due’ di un colore – forse sarebbe meglio dire seme – solo.
Picche che potrebbero giungere non più solo da ragazze capaci di dire no davanti a seduzioni a tanti zeri, ma dagli italiani in genere. Maschi e femmine, milioni di elettori. E di voti.

Simone Olivelli