Crisi, l’intervento congiunto delle banche centrali da ossigeno ai mercati

Milano ha chiuso in rialzo del 3,56%. Francoforte ha messo a segno un +3,15%, Parigi +3,27%, Londra +3,27% e Madrid +3,63%. Wall Street, sulla scia delle piazze europee, ha fatto registrare un +1,66%. Grande recupero delle banche, tra le quali spiccano Intesa San Paolo (+10,27%), Unicredit (+6,9%) e Mps (+4,8%) e, tra gli industriali, della Fiat (+5,17%). L’intervento coordinato di cinque banche centrali per l’immissione di liquidità in dollari sul mercato interbancario annunciato ieri dalla Bce ha dato uno sprint ai listini europei al punto da poter parlare di una vera boccata d’ossigeno per i mercati, specie dopo i tonfi di queste settimane. Anche l’euro ha beneficiato dell’annuncio, rafforzandosi sopra quota 1,39, mentre lo spread tra Bund e Btp è crollato di colpo sotto i 360 punti base.

L’intervento delle banche centrali. La Bce ha annunciato un intervento congiunto con la Federal Reserve e le banche centrali britannica, giapponese e svizzera finalizzato a immettere liquidità in dollari sui mercati dopo che proprio a causa delle tensioni sul debito sovrano le scorte in valuta Usa erano diventate problematiche. Interventi di questo tipo erano stati effettuati anche nel 2008, subito dopo il crac di Lehman Brothers. “La Bce – si legge in una nota – ha deciso, in coordinamento con la Fed, La Boe, la Boj e la Snb di avviare tre diverse operazioni per fornire liquidità in dollari con prestiti a tre mesi fino alla fine dell’anno”. Le operazioni saranno condotte a tassi fissi e sulla base di aste che si terranno il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre. In serata il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet ha spiegato che la decisione dimostra “l’unità di intenti dei banchieri centrali” e ha messo in guardia da nuovi choc sistemici che possono venire dal settore non bancario, ossia dalla finanza più speculativa.

M.N.