Le istruzioni di Giampi alle ragazze: Dal premier senza tacchi

Le informazioni che trapelano dalla Procura di Bari assumono sempre più i contorni di una telenovela sudamericana. Una storia di ordinario squallore, meritevole di scarsa attenzione, se non fosse che tra i protagonisti (accanto a starlette e presunti faccendieri) compare anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Al telefono l’imprenditore barese, Giampaolo Trantini (accusato di favoreggiamento alla prostituzione e corruzione), avrebbe contattato un importante numero di ragazze. Volti più o meno noti del piccolo schermo e aspiranti starlette di bella presenza, convocate alla “reggia” del premier per cene galanti. Con la speranza, magari, di ottenere in cambio qualcosa.

Se Manuela dice no – La lista delle ragazze che Giampi Tarantini avrebbe contattato personalmente per introdurle alle cene private del premier cresce di ora in ora. Dai nastri delle intercettazioni, infatti, i pm di Bari hanno ricostruito una ragnatela telefonica fittissima, in cui il nome del Cavaliere viene ripetutamente associato a quello di giovani donne avvenenti e cariche di aspettative. Tra queste, la reginetta della fiction italiana, Manuela Arcuri, già assunta a eroina del Web per un presunto rifiuto a un menage a trois (con il premier e l’amica Francesca Lana) propostole dall’imprenditore barese in cambio della conduzione del Festivale di Sanremo.

Bellezze italiche ed esotiche – Tra le ragazze che avrebbero, invece, accettato di buon grado l’invito di Giampi: Maria Teresa De Nicolò (detta Terry), Carolina Marconi, la sopra citata Francesca Lana, Sara Tommasi, Barbara Montereale e l’arcinota Patrizia D’Addario. E una schiera di bellezze esotiche tra cui: Camille Charao Cordeiro, Maria Josefa De Brito Ramos, Maria Ester Garcia Polanco. Ragazze a cui il solerte Tarantini avrebbe millantato ogni cosa, promettendo successo e notorietà in cambio della loro “carineria”.

All’altezza del premier – Non solo: l’imprenditore barese finito in carcere era solito accompagnare gli inviti galanti a istruzioni ben precise, come quella di non indossare tacchi troppo alti (preferibili le “ballerine”) per garantire una sobrietà e un’eleganza irrinunciabili al cospetto del premier. O più prosaicamente, per non farlo infuriare con altezze vertiginose che avrebbero potuto ridestare complessi mai risolti.

Maria Saporito