Melania Rea: la difesa chiede di riesumare il cadavere

Riesumare il cadavere di Melania”, sarebbe questa la nuova richiesta avanzata dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, nel tentativo di scagionare con ogni mezzo il loro assisitito, Salvatore Parolisi, dall’accusa di omicidio, per la quale attualmente è detenuto nel carcere di Castrogno perché sospettato di aver ucciso la moglie Melania Rea.

Risultati dell’autopsia inattendibili – Secondo i due avvocati, infatti, i risultati emersi dall’autopsia effettuata dal prof. Tagliabracci sarebbero inattendibili per varie ragioni: «La perizia riguarda un cadavere il cui stato è soggetto a modificazione» hanno obiettato nella richiesta di incidente probatorio presentata al gip di Teramo nei giorni scorsi. Secondo i due difensori, inoltre, lo stesso medico legale avrebbe più volte cambiato parere circa il contenuto gastrico rilevato nello stomaco della vittima, parlando, prima, di un liquido di colore verdastro, per arrivare poi, nelle dichiarazioni successive, ad un liquido di colore bianco-verdastro ed, infine, marroncino. Gli stessi consulenti di parte della difesa, gli esperti Varetto e Vasino, hanno sostenuto l’inattendibilità scientifica del procedimento di definire l’ora della morte sulla base del contenuto dello stomaco della vittima.

La replica della parte civile – Riguardo alla richiesta di incidente probatorio presentata dai legali di Salvatore Parolisi, Mauro Gionni, avvocato della famiglia Rea, l’ha ritenuto un altro fallimentare tentativo della difesa che, a suo avviso, sarà respinto dal gip di Teramo. «Si tratta di una richiesta sostanzialmente già avanzata e respinta dal gip di Ascoli Piceno nel luglio scorso, e per la quale non ci sono i requisiti. – ha affermato Gionni – In poche parole come scrivemmo nella memoria che allora depositammo, si chiede di fare quello che è stato già fatto con accertamento tecnico irripetibile dal dottor Tagliabracci, con procedura legittimamente avviata e giunta a conclusione con utilizzabilità piena». «A quella fase delle indagini, prima come parte offesa e poi come indagato – ha sostenuto ancora l’avvocato – ha partecipato anche Parolisi con legali e consulenti. Perchè, dunque, nulla fu eccepito al conferimento dell’incarico, cui anzi seguirono dichiarazioni di piena fiducia nell’operato del medico legale? Ogni questione, almeno sul punto per il quale si avanza la richiesta sarà proprio oggetto di confronto processuale tra perito d’ufficio e consulenti di parte, con ogni possibile conseguenza». Secondo Gionni, l’incidente probatorio è un mezzo di anticipazione della prova prima del dibattimento «solo in presenza di requisiti che qui non esistono assolutamente».

Francesca Theodosiu