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Recensione: Il segreto dell’acqua.

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Il Segreto dell’acqua, Scamarcio. L’ultima volta ci eravamo lasciati con questa domanda: è possibile produrre fiction di qualità in Italia, e magari farlo su una tv generalista? Per rispondere ci eravamo affidati con sincera attesa a Il segreto dell’acqua  la nuova fiction di Rai Uno con protagonista Riccardo Scamarcio. Ci eravamo affidati convinti che il tentativo di produrre un polizzesco un po’ fuori dagli schemi, con un personaggio lontano dagli stereotipi dell’eroe senza macchia e senza paura , o in subordine dal tipo da commedia, fosse da incoraggiare. Purtroppo dopo aver visto le prime due puntate della serie un po’ del nostro entusismo iniziale è andato scemando. Il problema, diciamolo subito, è la classica sindrome nostrana del vorrei ma non posso.

Sceneggiatura. In particolare il grosso problema è a livello di sceneggiatura. La trama sembra voler riecheggiare Chianatown senza però osare abbandonarsi in quella spirale drammaturgica che era il capolavoro di Polansky. Il protagonista de Il Segreto dell’acqua è il vice questore Caronia, a cui Riccardo Scamarcio presta il volto con l’aria di uno che continuamente si sta chiedendo fino a dove potrà spingere l’accelleratore della recitazione verso il politicamente scorretto. L’antagonista in un melo che sembra messo dentro a forza perchè “se non pare brutto” è Michele Riondino, che si difende come può in un ruolo che non ci sembra nelle sue corde. In mezzo il commissario Gemma interpretato da una Valentina Lodovini che ormai ha trovato una formula standard di sicuro impatto nell’approccio ai personaggi e la applica anche qui con la consueta vitalità. Intorno a loro un cast di caratteristi: Balasso, Mazzotta, Cantalupo, che si muovono con professionalità ma che certo non possono cambiare le sorti di un programma che, alla fine, si trova ad essere un ibrido tra la classica fiction con protagonista un poliziotto un po’ stronzo ma dal cuore tenero, e un dramma a tinte più fosche in cui emerga radicalmente il cuore nero del personaggio. Non volendo andare troppo lontani citeremmo a modello una fiction andata di recente in onda sulla Bbc londinese. Parliamo di Luther, storia anche qui di un poliziotto intelligentissimo e tormentato. Beh chi ha visto entrambi i prodotti sa bene che il confronto sarebbe impietoso, tanto Luther riesce a non cadere negli stereotipi e a prendere una strada difficile con invidiabile coerenza,senza concedere ammiccamenti al pubblico che, al contrario, ne Il Segreto dell’Acqua sono frequenti. E proprio tali ammiccamenti, inseriti in una trama che invece vorrebbe veleggiare più alta nel mare della moderna drammaturgia televisiva, rendono la serie incerta e in definitiva poco godibile. Ovviamente siamo pronti a cambiare opinione dal momento in cui le prossime puntate ce ne dessero adito. Non è mai troppo tardi per imparare da diventare cattivi.

Simone Ranucci