Texas, sospesa condanna morte: Processo viziato da razzismo

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso per la sospensione della condanna a morte di Duane Buck, detenuto quarantottenne, ritenuto responsabile degli omicidi, avvenuti nel 1995 a Houston, della fidanzata e di un amico di quest’ultima.
A Buck la pena capitale era stata comminata due anni dopo, nel 1997.
Adesso però l’esecuzione è stata sospesa per un motivo ben preciso: chi lo ha giudicato non lo ha fatto in maniera imparziale, ma facendosi influenzare dal colore della pelle dell’indagato. Buck, infatti, è un colored.

Giusto processo – Parlare di giusto processo, in un sistema giuridico di una nazione che, ancora oggi, nonostante si presenti come all’avanguardia in campo democratico al punto di avere la pretesa di esportare civiltà, considera la pena di morte un valido metodo per perseguire i reati, sembrerebbe una contraddizione di per sé; tuttavia è stato proprio facendo riferimento all’esistenza di queste lacune che il legale di Buck ha puntato per ottenere la sospensione dell’esecuzione.
E oggi l’avvocato Kate Black si può dichiarare “molto felice che la Corte suprema abbia riconosciuto l’ingiustizia razziale in questa vicenda“.
Un commento anche da parte di Linda Geffin, uno dei procuratori che ottenne la condanna di Buck: “Nessun individuo deve essere condannato senza avere beneficiato di un processo giusto, non falsato da considerazioni razziali”.

Simone Olivelli