Avellino, omicidio badante ucraina: fermato l’amante

Sono giunte forse a termine le indagini per trovare chi uccise la badante ucraina, il cui cadavere fu rinvenuto lo scorso 5 giugno tra i boschi sul monte Terminio.
Stando al lavoro portato avanti dagli inquirenti in questi tre mesi e mezzo, a essere responsabile dell’omicidio sarebbe stato l’amante della vittima, un uomo di 63 anni, R. G. le sue iniziali, residente a Serino, una località in provincia di Avellino.
Si sarebbe trattato di un omicidio passionale; l’assassino, infatti, non avrebbe saputo resistere al sentimento di gelosia nei confronti della donna che da tempo lo attanagliava.

A colpi di bastone – Il sessantatreenne, secondo quanto rilevato dal medico legale in seguito all’effettuazione delle perizie autoptiche, avrebbe utilizzato un bastone per colpire ripetutamente l’amante fino a ucciderla. Successivamente l’omicida scelse di occultare il corpo in una zona boschiva sul monte Terminio.
All’epoca dei fatti, la denuncia per la scomparsa fu inoltrata dall’anziano che la donna accudiva. Quando fu ritrovato il corpo, inoltre, non fu facile risalire all’identità della vittima: affinché la si riconoscesse – e a farlo furono alcuni connazionali – ci si affidò sugli effetti personali trovati addosso al cadavere.
Adesso per R. G. oltre al fermo, come da prassi, sono giunte anche le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

S. O.