Confesercenti: la manovra una stangata da 33 miliardi

La manovra pesa per oltre la metà sulle spalle delle famiglie, 33 miliardi dei 54 totali. Il presidente di Confesercenti Marco Venturi, all’apertura dell’incontro annuale a San Martino in Campo, Perugia, ha esternato il timore di un’ulteriore fase recessiva per i consumi in seguito ai provvedimenti varati dall’Esecutivo in questi giorni per il pareggio del Bilancio entro la fine del 2013, chiedendo al Governo di “cambiare rotta e rendersi conto che per reperire risorse sono necessari tagli alla spesa poiché la pressione fiscale effettiva è alla soglia insostenibile del 54%”.

Svaniscono le speranze di ripresa. Dalle ultime previsioni di Confesercenti-Ref risulta che le speranze di ripresa nel 2012 svaniscono con un Pil che crescerà solo dello 0,1% e con i consumi delle famiglie a crescita zero rispetto al 2011. “Si deve prendere atto – ha detto Venturi – che l’unica via percorribile non è certo quella, impraticabile, del prelievo fiscale che avvelena i pozzi dello sviluppo colpendo fiducia, consumi ed investimenti, ma è quella di aggredire la spesa pubblica. Non solo per quantità intervento, ma soprattutto per qualità. Si ricorre come sempre alla leva fiscale, tanto che 36 miliardi della manovra sono basati sulle tasse, di cui 16 da meno agevolazioni”.

La via sono i tagli alla spesa. “Se non si riparte dai tagli alla spesa quante manovre dovremo ancora fare?  È da brividi pensare che per far calare il debito pubblico dal 120% cui è arrivato al 90% occorrerebbero la bellezza di 450 miliardi di euro. E l’Italia, le famiglie, le imprese che fine farebbero? Noi in tre anni con meno sprechi potremmo recuperare 20 miliardi ed altrettanti dalla cessione del 5% del patrimonio pubblico non utilizzato della pubblica amministrazione. Se poi si aggiungono altri 11 miliardi con la riduzione del 10% delle partecipazioni pubbliche ancora in mano allo Stato si potrebbe contare su più di 50 miliardi di euro da mettere sul tavolo al posto di nuove tasse, ma a disposizione non solo della diminuzione del debito ma anche dello sviluppo. E molto altro si potrebbe fare sulle liberalizzazioni dei settori come il gas, l’energia, il trasporto locale senza mettere le mani nelle tasche degli italiani per l’ennesima volta o senza mettere in campo interventi dimostrativi sul commercio, sulle edicole o sui taxi”, ha concluso Venturi.

M.N.