Il Duse di Roma riapre i battenti con l’irriverente “Bunga bungalow”

Il prossimo 22 settembre le porte del Teatro Duse di Roma si apriranno di nuovo per dare inizio alla nuova stagione 2011/2012 con “Bunga Bungalow”, uno spettacolo divertente ed irriverente, scritto da Sandro Torella. Il sesso e il calcio al centro della commedia, argomenti preferiti dal maschio italico. Dalla comicità dirompente alla riflessione con “Il circo invisibile”, dal 6 al 23 ottobre, atto unico di Angelo Orlando sulla forza delle parole e sul peso che esse hanno nelle relazioni interpersonali. A novembre si parte con “Lo Scompartimento” , dal 3 al 13,  con Alessandro Londei e Brunella Caronti e a seguire il game love show “Equivoci d’amore… E poi!” (dal 17 al 27), di Sasà Russo. Chiude il 2011 “Bestiario” con Simone Fraschetti, in scena dall’11. Il nuovo anno inizia con una riflessone sul mestiere dell’attore nella rivisitazione proposta da Giovan Bartolo Botta “Edipo Cronaca”, dal 12 al 22 gennaio sul palcoscenico del Teatro Duse.
Davide Santarpia, Francesca Venturi, Luca Latino, Matteo Lombardi saranno, invece, i protagonisti, dal 26 gennaio al 5 febbraio, di “Punto e a capo”, spettacolo ambientato nello scompartimento di un treno, per mettere in scena un viaggio che diventa metafora della vita. Pie’ce generazionale quella proposta dal 9 al 19 febbraio  da Sasà Russo con “30 In S-Bilancio”. Dal 23 febbraio al 4 marzo sarà la volta di “In tre senza casco” di Marco Funaro e Fulvio Calderoni, divertente storia di tre comici. All’insegna del sentimento e dell’improvvisazione la “Rassegna: passione a teatro” in scena dal 8 al 18 marzo. Dopo la replica di Bunga Bungalow (22 marzo- 15 aprile 2012) la stagione si chiuderà con “Fiori d’arancia Meccanica” con Marco Funaro, Fulvio Calderoni, Lisa orlandi e Albamaria Dei.

Teatro collaborativo – «Fare teatro oggi – ha dichiarato Sandro Torella, direttore artistico dei teatri Duse e Allo Scalo di San Lorenzo – è una grossa sfida. Ancora di più se non si ricevono contributi pubblici. Occorre conciliare la passione per l’arte con produttività e capacità d’impresa. La mia proposta, per restare fedele a questi due principi, è quella di un “teatro collaborativo”, una sorta di associazione temporanea d’impresa tra compagnie e direzione artistica per cercare di trovare soluzioni più avanzate rispetto all’autoproduzione che finora sembra non portare a formule continuative».

Valentina De Simone