Jim Morrison e James Joyce insieme nel romanzo pulp di Roberto Bolano

Jim Morrison e James Joyce mescolati in una storia pulp: è da questa singolare idea che nasce “Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce” (Sellerio editore Palermo, 208 pagine, 13 euro), ardita produzione del duo Roberto Bolano e Antonio Garcia Porta. «E’ difficile dimenticare in che modo abbiamo scritto il romanzo – ha spiegato lo scrittore spagnolo nella sua postfazione “La scrittura a quattro mani” -. Lui (Bolano) trasferito a Gerona e io a Barcellona.
Protagonista della vicenda il catalano Angel Rios di Barcellona, innamorato in parti uguali di Ana, una giovane delinquente sudamericana esule, della letteratura di Joyce, della musica dei Doors, della vita spericolata. Esilio, illegalità, sesso, morte, follia e discussioni intellettuali a comporre il diario visionario di un giovane antieroe che sogna di essere scrittore. Ad accompagnare le sue scorribande con la bella amante, tra rapine a mano armata, rapimenti e futili violenze, colte discussioni fuori luogo e sconsolate banalizzazioni del male.

Tra invenzione e letteratura di genere – Un testo innovativo, vulcanico che rimescola i generi letterari per approdare ad una fantasia intellettuale ed eversiva che richiama Borges e Cervantes. Una scrittura potente, efficace, ricca di suggestioni che alimenta personaggi – limite forgiati in parte dall’esperienza personale di Bolano, prematuramente scomparso nel 2003, e in parte dalle più influenti avanguardie del Novecento. Vita e arte, dunque, a braccetto in un’opera che scandaglia un luogo letterario tipico come quello della criminal story, da “Bonnie e Clyde” al più intellettuale “À bout de souffle”, per infondergli quella giusta dose di innovazione e attualità, merce rara nella produzione letteraria odierna.

Valentina De Simone