Torino, genitori troppo anziani: la figlia è adottabile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:16

Settant’anni lui e cinquantasette lei, troppo anziani, secondo il Tribunale dei minori del Piemonte, per crescere una bambina, concepita, per di più, andando contro natura e ricorrendo alla fecondazione assistita fuori dei confini italiani. Questa la motivazione per la quale i magistrati di Torino hanno emesso un provvedimento con il quale hanno deciso che Luigi e sua moglie Gabriella debbano rinunciare definitivamente alla loro bambina di un anno e mezzo, stabilendo che la piccola sia adottabile.

Troppo anziani per fare i genitori – Secondo il Tribunale, infatti, quando ‘Viola’ avrà 15 anni, in una fase della vita, l’adolescenza, molto delicata, i genitori ne avranno rispettivamente 85 e 72: troppo vecchi, dunque, per affrontare le sue necessità ed eventuali intemperanze, ma, soprattutto, con ogni probabilità, avranno essi stessi la necessità di qualcuno che si occupi di loro. «Per noi è stato come subire un furto – hanno dichiarato i coniugi a ‘la Stampà – Ma le vere vittime di questa ingiustizia non siamo noi: è la nostra bimba. Perchè deve essere strappata alla sua famiglia di origine?». Tuttavia, da quanto si è appreso, non sarebbe solo l’età il motivo che impedisce ai due coniugi di espletare il proprio ruolo di genitori, ma, a determinare la decisione dei magistrati, sarebbero stati anche episodi di abbandono: ad affermarlo sono stati, in una nota congiunta, il Procuratore della Repubblica per i minorenni del capoluogo piemontese, Anna Maria Baldelli, e il Presidente del Tribunale per i Minorenni, Fulvio Villa. «Nessun Tribunale, meno che mai quello per i minorenni di Torino – sostengono i due magistrati – dichiarerebbe adottabile un bambino perchè i genitori sono ‘troppo anzianì». In questo caso – aggiungono – «l’età dei genitori non è posta a fondamento della dichiarazione dello stato di adottabilità, come risulta esplicitamente scritto nella sentenza». Il Procuratore Baldelli e il Presidente Villa spiegano che «si giunge a dichiarare l’adottabilità di un bambino quando siano accertati episodi abbandonici sistematici, tali da provocare un grave danno alla sua integrità fisica e/o psicologica e manchino i presupposti per un recupero delle funzioni genitoriali; nonchè quando, di fronte a tale situazione, non vi siano parenti disponibili a surrogare i genitori nelle loro funzioni».

Non si è trattato di abbandono – Alle parole dei giudici, il padre della piccola ha replicato di non aver mai abbandonato la figlia: «Non c’è stato nessun abbandono – sostiene Luigi – Io stavo scaricando alcune cose che avevamo comprato e la piccola dormiva in auto nell’ovetto: per questo l’ho lasciata lì, ma da sola sarà rimasta in tutto 7 minuti mentre le preparavo il biberon e ogni tanto la guardavo dalla finestra». «I vicini hanno raccontato questo a un parente che ha poi fatto la segnalazione – aggiunge la mamma di ‘Viola’ – I carabinieri sono piombati in casa nostra prendendoci nostra figlia due giorni dopo: siamo rimasti impietriti. Nessuno ha accertato subito che le cose fossero così come dicevano. E comunque anche i giudici in sentenza scrivono che la piccola non era in situazione di pericolo e non ha sofferto». «Voglio con tutte le forze poter riabbracciare la mia bambina» conclude Gabriella; «Faremo di tutto per riaverla», fa eco la voce di suo marito, determinato ad andare fino in fondo alla vicenda per poter finalmente riabbracciare sua figlia.

Francesca Theodosiu

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