Usa, allarme api assassine

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:54

Le api “assassine”, scientificamente definite api mellifere o api africanizzate,  sono il risultato di un incrocio, tra api africane e europee, realizzato alla fine degli anni ‘50. Scopo dell’esperimento genetico era quello di creare degli esemplari più resistenti a particolari condizioni climatiche e, soprattutto, più produttive. Non si erano considerati però, gli eventuali effetti collaterali della sperimentazione su questi insetti. Le api afro-europee infatti, sono molto aggressive e si organizzano in colonie numerosissime per difendere i propri alveari .

2011, l’anno delle api assassine. I dati riferiscono che, ormai, è abbastanza comune imbattersi in alveari di peso superiore ai 40 chilogrammi. Dimensioni queste, che non sono state riscontrate negli scorsi anni quando le api assassine erano pur sempre presenti, ma non in numeri così consistenti. Il 2011 è stato, allora, l’anno delle api assassine. Tantissime le persone attaccate. Il caso peggiore si è registrato in California, a Sant’Ana, dove della gente è stata assalita da uno sciame e, in seguito all’attacco, è stato necessario precipitarsi in  ospedale. Tra le vittime delle api assassine anche un paraplegico che, impossibilitato a scappare perché immobilizzato su una sedia a rotelle, ha riportato oltre sessanta punture. . In un’intervista televisiva alla Cnn, Reed Booth, studioso di questo tipo di insetto, ha detto che, in Arizona, a Palominas si è imbattuto in una colonia di almeno 200 mila esemplari. Le api assasine  si erano stabilite in una casa abbandonata.  Queste le parole di Booth: “Erano estremamente aggressive, su una scala da uno a dieci direi almeno nove. Si sentiva l’odore del veleno: attorno alle nostre maschere si concentravano così tante api che riuscivamo a malapena a vedere che costa stavamo facendo”.

Poveri maiali! A vedersela peggio però, sono stai gli animali. Sempre Booth ha raccontato che negli Stati Uniti, le  temperature africane di quest’estate, hanno favorito la nascita di alveari con colonie più numerose e aggressive rispetto agli anni precedenti. In particolare, il ricercatore racconta di un caso in una fattoria dell’Arizona in cui un alveare di 90 chili che ospitava almeno 250 mila api  ha aggredito e ucciso un maiale. Raccontando il fatto Both ha detto: “Era un animale adulto e francamente mi ha un po’ sorpreso che sia morto nell’attacco. Ma anche un altro maiale, una femmina incinta, è stata ridotta in fin di vita e ha perso i piccoli”. La stessa proprietaria della fattoria, Jane Hewitt, terrorizzata dall’attacco delle api, si è rifugiata in auto mentre vedeva una nuvola scura procedere minacciosamente verso di lei.

Esperimenti. Per quanto lontane dagli scenari apocalittici descritti in diversi  film, le api assassine sono il prodotto pericoloso di un esperimento genetico il cui scopo era, fondamentalmente, quello di una maggiore produttività. Troppo spesso però, l’uomo è incapace di gestire gli effetti incontrollati delle sue sperimentazioni. Il caso delle api assassine, e non solo, dovrebbe far riflettere.

Giovanna Fraccalvieri

 

 

 

 

 

 

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!