Gli Stati Generali della Cultura riuniti a Roma per difendere le eccellenze del Paese

Convocati a Roma, il 22 e 23 settembre all’Auditorium Parco della Musica, gli Stati Generali della Cultura, il congresso nazionale dei rappresentanti del settore per riaffermare l’importanza e il valore strategico della cultura  nel superamento dell’attuale crisi economica. «Un paese come l’Italia che non investe in cultura e turismo è un paese che rinuncia a crescere e ad essere competitivo – affermano Federculture, Anci, Upi, Conferenza delle Regioni e Legautonomie -. Seppure il momento richiede sacrifici, settori strategici come la cultura vanno rafforzati e rilanciati, per il contributo che, più di altri, possono dare al superamento della crisi».

“Le Città della Cultura. Valorizzazione, partecipazione, competitività” il titolo del convegno che, secondo gli organizzatori,  rappresenta la ”prima occasione per sindaci, amministratori, rappresentanti delle imprese e delle associazioni per lanciare un messaggio di crescita forte al Paese. «Cultura e turismo possono essere l’antidoto alla decadenza, la risposta al declino, la chiave per la ripresa – avvertono gli organizzatori – ma se non si invertono le tendenze attuali già dal 2012 per questi settori si prospetta una drastica caduta della produzione e dell’offerta».
Nel corso delle due giornate romane, sindaci, assessori, manager pubblici e privati, rappresentanti delle imprese e dell’associazionismo si confronteranno sui temi più caldi per i settori cultura e turismo e per lo sviluppo del Paese: da una nuova progettualità comune tra pubblico e privato, a una maggiore qualità dell’offerta, allo sviluppo sostenibile dei territori, dal valore economico della cultura, alla valorizzazione del patrimonio e della produzione culturale per la crescita locale, a una nuova attenzione per il welfare della cultura, vale a dire educazione, formazione, occupazione.

Obiettivi e progetti – ”Sollecitare scelte di lungo respiro in grado di far ripartire la crescita, dare forza e continuità allo sviluppo economico, agganciare ancor più il Paese all’Europa nella competizione globale”: questo lo spirito dominante dell’iniziativa che,  sulla base di dati aggiornati sugli andamenti e i più recenti scenari del settore, intende promuovere proposte e soluzioni. «Si comincia a fare i conti con i tagli ai settori della cultura e del turismo – spiegano gli organizzatori – che riducono drasticamente la capacità di intervento di Regioni, Province e Comuni, l’erogazione dei servizi e i livelli d’investimento, con effetti disastrosi sulle strategie di rilancio della competitività locale. In questo modo – avvertono i promotori dell’iniziativa – perdiamo attrattiva per gli investimenti, allontaniamo le nostre energie e competenze migliori. Il rischio è che al settore venga meno anche il sostegno delle amministrazioni locali che hanno già iniziato a ridurre gli investimenti».

Valentina De Simone