Le lettere d’amore di Artemisia Gentileschi in mostra a Palazzo Reale a Milano

Le ventuno lettere di Artemisia Gentileschi a Francesco Maria Maringhi, le uniche di cui si abbia conoscenza, interamente autografe della pittrice, saranno le protagoniste di “Artemisia Gentileschi. Storia di una passione”, la mostra curata da Francesco Solinas e Roberto Contini che sarà inaugurata il prossimo 22 settembre a Palazzo Reale a Milano.

Tra arte e vita – Ritrovate la scorsa primavera nell’Archivio dei Marchesi Frescobaldi a Firenze, dalle missive emerge un intenso mondo di emozioni, poesia e desiderio, quello che Artemisia nutre nei confronti del suo amante. Una passione sconvolgente, un desiderio lascivo e lussurioso che a Roma, nella primavera del 1620, dopo la rocambolesca fuga da Firenze, è amplificato ancora di più dalla lontananza dell’amante. Donna emancipata e coraggiosa Artemisia, che ha segnato profondamente il suo tempo. Figlia d’arte, il padre Orazio era un pittore di scuola caravaggesca, a soli 17 anni  viene violentata dall’amico di famiglia e maestro Agostino Tassi e lo denuncia. L’accaduto non ostacolare la carriera della giovane che ignora malelingue e dicerie sul suo conto, continua a dipingere, dimostrando subito tutto il suo innato talento.Richiestissima da prestigiosi committenti internazionali, Artemisia conosce personalità illustri come Galileo Galilei ed è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia dell’Arte di Firenze. Dolore e successo si ritrovano nelle sue tele, dove prevalgono figure femminili determinate, forti e dolci al tempo stesso, come la celebre Giuditta nella drammatica scena della decapitazione di Oloferne, in cui l’autrice riesce a trasferire tutta la rabbia, l’orgoglio e la tensione per la violenza subita.

Lettere e dipinti – Ad accompagnare cinque delle lettere autografe in esposizione presso la mostra di Palazzo Reale, l’intera produzione pittorica della pittrice romana, eccelsa protagonista del Seicento europeo. Un’occasione unica, dunque, per conoscere Artemisia Gentileschi nelle sue non comuni esperienze di vita e riscoprire un’artista straordinariamente contemporanea in tutto il suo genio creativo.

Valentina De Simone