Cina: l’economia il prossimo anno si raffredderà rapidamente

È la cruda diagnosi dell’ex vice governatore della Pboc Pechino, Wu Xiaoling.
La crescita economica della Cina è destinata a raffreddarsi più rapidamente il prossimo anno a causa dell’impatto della crisi del debito sovrano all’estero e del rallentamento determinato dalla ripresa economica globale. Lo si apprende dalle colonne dello Shanghai Securities News, che cita l’ex funzionario della banca centrale cinese.

Crescita più lenta. Il rafforzamento delle misure di controllo sulle proprietà immobiliare, i controlli sulla ferrovia ad alta velocità e sullo sviluppo delle strade principali, così come i limiti sulla capacità di investimento del governo contribuiranno a loro volta ad una crescita più lenta, sostiene il giornale, tirando in ballo l’ex vice Governatore della Banca Popolare cinese, Wu Xiaoling. Wu ha aggiunto che la Cina nel quarto trimestre e nell’anno a venire affronterà grandi sfide. Quest’anno, le politiche  economiche e finanziarie della Cina hanno assicurato un ritmo stabile e rapido di crescita economica, e hanno portato l’aumento della pressione inflazionistica sotto controllo, ha detto Wu, ma a livello globale, i Paesi devono riunirsi per studiare come rafforzare la disciplina di bilancio e mantenere la stabilità sociale.

Chiusa fabbrica inquinante. Pechino ha ordinato la chiusura temporanea di una fabbrica di pannelli solari nell’est del Paese, dopo le manifestazioni portate avanti da centinaia di persone che accusavano i produttori di avere inquinato l’ambiente e causato tumori. Ad annunciarlo sono state la stesse autorità locali. Nella notti di giovedì, venerdì e sabato si sono registrati scontri tra la polizia e i circa 500 abitanti del villaggio di Hongxiao che si erano riuniti nella città di Haining per chiedere una spiegazione sulla moria di pesci in un fiume vicino. I manifestanti sostengono inoltre che la contaminazione industriale ha provocato nel tempo almeno 31 casi di cancro tra i residenti e sei di leucemia. D a controlli effettuati è risultato che i rifiuti industriali prodotti dalla fabbrica non erano conformi alle nuove norme cinesi in vigore da aprile. La Jinko Solar, la società proprietaria dello stabilimento, è quotata alla borsa di New York e da lavoro a circa 10.000 persone.

M.N.