F1, Raikkonen visita Grove e la Williams sogna

F1, Kimi stufo del rally – La visita ai cancelli di Grove vi è stata. Una innocua sbirciata al suo interno, una piccola idea dell’ambiente e della voglia di rivalsa. D’altronde stiamo sempre parlando della Williams, uno dei team più titolati nella storia della Formula uno a pari di Ferrari e Mclaren. Ma non per questo Kimi Raikkonen l’anno prossimo vestirà i colori blu e inizierà una nuova carriera nella massima serie. L’unica cosa certa è che il rapporto tra il glaciale finlandese ed il mondiale rally è consunto. La Citroen che non lo appoggia più ufficialmente, pochissimi risultati davvero buoni ed una dura sanzione da parte della FIA vista la sua mancanza al Rally d’Australia. 16.200 euro di multa più l’azzeramento dei punti iridati finora conquistati (32 per l’esattezza). Storia di un divorzio annunciato.

Ricerca di motivazioni – Si spiega così anche il suo girovagare per il mondo tra test privati con le più disparate vetture. Prima l’approdo nel particolarissimo mondo delle Nascar. Bello, affascinante ma non in grado di trafiggere il cuore e la passione di Raikkonen. Si tenta poi la carta della Le Mans Series, con Peugeot pronta a dargli un prototipo e il posto da ufficiale. Ottimi tempi sul giro, qualche sorriso tra i meccanici ma nulla di più. Kimi sta tastando il terreno, alla ricerca di quella formula in grado di farlo sentire pienamente soddisfatto, in pace con sé stesso indipendentemente dal risultato. E forse quella che un tempo era la sua dimora è l’unica soluzione davvero in grado di rispondere a queste sue esigenze. Ma stiamo sempre parlando di un campione del mondo, e vi è una certa carriera e nome da difendere.

Opzioni mercato – Non che la Williams sia poi questo male assoluto. Pilota e squadra accomunati dal desiderio di tornare grandi. Lui veloce e preciso, loro certi di avere la giusta esperienza per ritrovare la luce in fondo al tunnel. Bello sì, ma non per questo sicuri di riuscire nell’intento. Fino ad adesso vi è stato solo un minuscolo contatto tra le parti, ma di strada per scrivere un contatto e sopratutto firmarlo ve ne è ancora tantissima. E poi la scuderia inglese non è certo a corto di opzioni, con vari giovani piloti (paganti) pronti a prendere il sedile di Barrichello, oltre allo stesso Sutil indispettito dalle voci che vedono Hulkenberg al suo posto dall’anno prossimo. Insomma, è stato solo un sassolino lanciato nell’immenso mare, un piccolo rumore e movimento. Ma nulla vieta di sognare.

Riccardo Cangini