Francia: Vietato pregare per strada ai musulmani

Vietato pregare per strada. Questa la decisione del ministro dell’Interno francese, Claude Guéant, il quale ritiene che la preghiera sulla pubblica via «non è degna di una pratica religiosa e contravviene al principio di laicità». Indicativo, in questo senso, il quartiere islamico della Goutte d’Or a Parigi dove, sembrerebbe ci siano grossi ingorghi alla circolazione a causa delle presenza di nutriti gruppi di islamici inginocchiati nel momento della loro supplica. In realtà, all’interno del quartiere musulmano sono state costruite due moschee ma, di fatto, sono troppo piccole per ospitare tutti i fedeli. Ecco, allora, che l’unica soluzione trovata finora  dalla comunità araba, è stata quella di rimediare uno spazio all’aperto.

Le critiche. Guéant, di fronte a tale situazione, ha diramato ai prefetti di Parigi, Marsiglia e Nizza, le tre città in cui è più diffuso il fenomeno, l’ordine di non tollerarlo più. Tale provvedimento però, è stato preso in seguito a un accordo preliminare con la comunità musulmana che prevede la concessione di locali per la preghiera. Così a Parigi è stata affittata per 30 mila euro, alla comunità dei fedeli, un’ex caserma dei vigili del fuoco, nella zona del quartiere arabo. L’accordo è stato preso in extremis tra mille polemiche. Da un lato diversi musulmani hanno criticato la soluzione trovata perché l’ex caserma, essendo abbandonata, è decisamente inospitale e necessita di diversi lavori. Per questo motivo circa duecento fedeli, per protesta, hanno pregato in strada; la polizia non è intervenuta per evitare incidenti. Dall’altro lato ci sono state le critiche dell’estrema destra di Le Pen che prima criticava l’“ingombrante” presenza  dei fedeli in strada e ora non accetta la soluzione trovata in quanto ritiene che la concessione della caserma violi la legge del 1905. Questa sancisce  la laicità della Repubblica francese e la conseguente separazione delle Chiese dallo Stato.

Laicità e religione. Di fatto, la bandierina della laicità viene troppo spesso sventolata, soprattutto dal Fron national, finendo col diventare, questa sì, una fede assoluta, cieca di fronte a una realtà in cui la componente religiosa ha un peso rilevante. Risulta difficile stabilire con precisione il numero di musulamani in Francia visto che, causa laicità, è vietato censire la popolazione sulla base della religione. Si può stimare, tuttavia, che gli islamici, in Francia, siano  circa 6 milioni, immigrati di seconda, terza generazione, francesi a tutti gli effetti. Bisogna riconoscere questa realtà e intervenire, non con soluzioni emergenziali, ma definitive. Il ministro Guéant ricorda che in Francia ci sono già duemila moschee, raddoppiate negli ultimi dieci anni, e altre duecento allo studio o in costruzione. Il quotidiano Libération ha stimato che la comunità islamica francese dispone di circa 300 mila metri quadrati di luoghi di culto, il che significa che ogni fedele dispone di uno spazio per pregare pari a  0,05 metri quadrati. Uno spazio assolutamente insufficiente! C’è da chiedersi se anche i cattolici vadano incontro a problemi simili. La risposta è negativa e non perchè per loro vengano costruite più chiese  ma, semplicemente, perchè ci sono più praticanti musulmani che cattolici osservanti.

Giovanna Fraccalvieri