Libia: fallito attacco a Sirte e Bani Walid, catturati stranieri

Fallito per il secondo giorno consecutivo l’assalto dei ribelli libici alle città di Sirte , luogo natale di Muammar Gheddafi, e di Bani Walid, nel deserto a sud est di Tripoli. A riferirlo Al-Arabiya, che ha diffuso la notizia secondo cui, nonostante i combattimenti proseguano a ritmo implacabile, le milizie ribelli «non sono riuscite ad avanzare a Bani Walid o Sirte», ultime roccaforti rimaste ancora fedeli al dittatore libico. Stando alle fonti dei ribelli, i «fedeli di Gheddafi stanno combattendo con forza per le loro ultime roccaforti e sono posizionati nei posti chiave dentro la città di Bani Walid».

Catturati stranieri – I violenti scontri continuano, dunque, e, secondo quanto riferiscono le fonti, i lealisti resistono agli attacchi dei ribelli delle forze del Cnt, che sostengono di essere a 38 chilometri da Sirte, sul fronte est. E proprio a Sirte si nasconderebbe uno dei figli di Gheddafi, Mutassim, anche se circa la sua sorte le indiscrezioni sono molteplici e contrastanti, così come per quella dei suoi fratelli, alcuni dei quali sarebbero fuggiti in Algeria o in Niger, altri morti. E per lo stesso Muammar Gheddafi non ci sono notizie certe: «Secondo me, non è più in Libia», ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista. «Mi dispiacerebbe per la sua fuga, anche perchè‚ con gli strumenti tecnologici della Nato avremmo potuto individuarlo e catturarlo sin dall’inizio. Ma – ha spiegato il titolare della Farnesina – abbiamo voluto attenerci rigorosamente alla risoluzione Onu e ora non possiamo lamentarci di questo». Intanto, Il portavoce di Muammar Gheddafi, Moussa Ibrahim, ha affermato che a Bani Walid sono stati catturati dalle truppe lealiste «17 mercenari», fra cui quelli che ha definiti «esperti tecnici» francesi e britannici. «A Bani Walid – ha detto alla tv Al Rai, basata a Damasco – è stato catturato un gruppo di 17 mercenari. Sono esperti tecnici e includono ufficiali consulenti». «La maggior parte – ha ancora affermato – sono francesi, due inglesi, un qatariota e uno di un Paese asiatico non identificato». Ibrahim ha aggiunto che i 17 saranno in seguito mostrati in tv, senza fornire altri dettagli.

Divergenze sul futuro del Paese – E, nonostante la guerra non sia ancora conclusa, il Consiglio nazionale transitorio ha rinviato «a data da definirsi» la formazione del nuovo governo dopo la caduta del regime di Tripoli. Tensioni, dunque, in merito alle decisioni che riguarderanno il futuro del Paese: le diverse anime della ribellione all’ex regime non sono state in grado di trovare un accordo per la formazione del nuovo governo ad interim. «Abbiamo raggiunto un accordo sull’attribuzione di molti portafogli, altri sono ancora oggetto di discussione ma speriamo di terminare le consultazioni il prima possibile», ha provato a minimizzare il numero due del Cnt, Mahmud Jibril, attuale ‘premier’ dell’esecutivo di transizione, che in una conferenza stampa a Bengasi ha annunciato il rinvio della nascita del nuovo governo.

Francesca Theodosiu