Melania Rea: l’incidente probatorio e i dubbi della difesa

Si attende per questa settimana la decisione del Gip di Teramo circa la richiesta di incidente probatorio presentata dai legali di Salvatore Parolisi, indagato per l’omicidio della moglie, Melania Rea, trovata morta a Ripe di Civitella lo scorso 20 aprile. Più che in possesso di prove che dimostrino l’estraneità ai fatti del proprio assistito, gli avvocati di Parolisi basano la loro difesa su una serie di elementi dubbi, sui quali, invece, si poggia l’intero impianto accusatorio.

I testimoni – Salvatore Parolisi ha sempre sostenuto di trovarsi a Colle San Marco nel primo pomeriggio del 18 aprile, insieme alla figlia Vittoria ed alla moglie Melania, allontanatasi, poco dopo il loro arrivo, per raggiungere una toilette alla quale non sarebbe mai arrivata, non facendo più ritorno dal marito. Eppure nessuno, tra le decine di testimoni ascoltati dagli inquirenti, sembra aver visto Parolisi quel giorno, come dimostrerebbero anche le foto scattate da alcuni ragazzini che si trovavano a Colle San Marco, poco distanti dalla zona delle altalene. L’unico che, durante la prima deposizione, disse di aver visto Melania e Salvatore, fu Alfredo Ranelli, il titolare del chiosco che, in un’intervista, aveva affermato di aver notato la coppia intorno alle 14.50: “C’erano due persone adulte, tra cui c’era una donna, però non posso stabilire se era la signora scomparsa. Era vestita con un giubotto scuro e pantaloni più chiari”. Nei due interrogatori successivi, però, Ranelli aveva spostato l’orario dell’avvistamento alle 15.25, ora in cui Melania risultava già scomparsa e, presumibilmente, era morta. Secondo gli inquirenti, dunque, la testimonianza di Ranelli sarebbe inattendibile, poiché l’uomo aveva fornito tre versioni contrastanti; inoltre, durante il terzo interrogatorio, Ranelli aveva messo a fuoco un ulteriore particolare, ricordando di aver visto Melania in data 10 aprile, quando si era recata proprio presso il suo chiosco per acquistare un gelato, motivo per il quale era possibile che si fosse fatto suggestionare. Questi i primi “punti oscuri” del caso: in una lettera inviata da Salvatore Parolisi alla giornalista di “Quarto Grado” Ilaria Mura, l’uomo afferma che ci sarebbero alcuni particolari dell’inchiesta non valutati in modo corretto: l’originale delle fotografie scattate da uno dei ragazzini presenti sul Pianoro, che dimostrerebbero l’assenza di Parolisi dalla zona delle altalene, ad esempio,non sarebbe più recuperabile, poiché il cellulare del giovane si sarebbe rotto; inoltre, sia la telecamera del chiosco, sia la macchina fotografica di una ragazzina sarebbero“impazzite” riportando degli orari sbagliati: coincidenze strane secondo il caporalmaggiore.

I risultati dell’autopsia – Un altro punto focale alla base della richiesta di incidente probatorio sarebbe l’inattendibilità dei risultati dell’autopsia effettuata dal medico legale Adriano Tagliabracci sul cadavere di Melania. Secondo l’anatomopatologo Melania avrebbe ingerito una bevanda a base di caffeina un’ora prima di uscire di casa: nello stomaco della donna, infatti, sono stati rinvenuti 3 milligrammi di un liquido “marroncino”, che corrisponderebbero all’1% del caffè ingerito da Melania prima di arrivare a Colle San Marco. Stando così le cose, Melania avrebbe assunto il caffè alle 13.45 e sarebbe morta in un orario compreso tra le 14.30 e 14.45, motivo per cui, secondo l’accusa, solo il marito avrebbe potuto ammazzarla. Ma nemmeno su questo punto la difesa è d’accordo: secondo quanto confermato dal medico legale Benedetta Spiga, intervistata da “Quarto Grado”, 3 milligrammi di caffè corrisponderebbero a 8 tazzine di caffè presi la bar, oppure,a 3 tazzine di caffè fatte con la moka. Quindi, secondo il medico, l’orario della morte potrebbe essere anche posticipato e, per stabilirlo con certezza, andrebbero effettuati ulteriori esami. A questo si aggiunge che Parolisi, fin dall’inizio, e ribadendo il concetto nella lettera inviata ad Ilaria Mura, ha sempre negato che la moglie, in sua presenza, abbia assunto caffè quella mattina. “Tutto da rifare”, dunque, secondo i legali di Parolisi, in un’inchiesta che, fino ad ora, procede solo attraverso elementi indizianti e supposizioni “a rigor di logica”, ma per la quale manca ancora la “prova regina”. Anche se il Gip non dovesse accettare la richiesta di incidente probatorio, sottintendendo, in questo modo, che le conclusioni a cui sono arrivati gli inquirenti fino ad ora non debbano essere messe in discussione, il giallo, almeno per l’opinione pubblica, ritorna al punto di partenza, facendo echeggiare sempre lo stesso interrogativo: è stata o no, quel giorno, Melania a Colle San Marco?

Francesca Theodosiu