Procura di Napoli: Berlusconi venga subito a rispondere

Napoli – I Pm avevano dato libera scelta al premier sulla data per presentarsi in tribunale per essere ascoltato come teste nell’inchiesta sul ricatto di Lavitola-Tarantini. Nuova settimana di braccio di ferro?

Braccio di ferro con la Procura – Proprio ieri, domenica, è scaduta l’offerta della Procura di Napoli per il presidente Berlusconi.
Scelga un giorno da giovedì a domenica”, aveva tuonato la Procura dopo l’ennesimo rifiuto del premier a comparire come teste nell’ambito del processo sulla presunta estorsione ai suoi danni, da parte di Lavitola e Tarantini.
E si preannuncia una nuova settimana di braccio di ferro tra la Procura e Berlusconi. Il segretario del Pdl Alfano lo difende: “Lui non ha alcuna voglia di dimettersi. Il Pdl dice no a larghe intese. Vinceremo le elezioni nel 2013”. L’opposizione invece ha chiesto le sue dimissioni dopo gli ultimi scandali fuoriusciti dalle intercettazioni telefoniche.
I giudici sono pronti a fissare una nuova data qualora Berlusconi non si presenti in tribunale, dopodiché non resta altro che l’accompagnamento coatto.

Processo Mills – A Milano invece Berlusconi dovrà essere presente per il processo Mills, processo che quasi certamente finirà presto in prescrizione. Per esser presente e dimostrare ai pm di Napoli di non fuggire davanti ai giudici, ha disertato l’assemblea dell’Onu. Ma gli inquirenti sono pronti a fissarne una nuova se Berlusconi rinuncia alla pretesa di presentarsi con l’avvocato. Altrimenti non resta che l’accompagnamento coatto. Si aspetterà comunque mercoledì, quando il tribunale del riesame si pronuncia sulla competenza.

Il voto su Milanese – Intanto giovedì, in aula alla Camera, ci sarà il voto su Milanese, ex ufficiale Gdf divenuto stretto collaboratore di Tremonti, e su cui pende un mandato d’arresto.

Matteo Oliviero