Terry De Nicolò e la (s)fortuna di essere nata in Italia VIDEO

Terry De Nicolò è senza dubbio una ragazza fortunata.
Se lei – che a oggi non è altro che una delle tante donne o, per dirla con le parole care al Premier, ‘patonze’ che bisognava passarsi in una concezione quasi comunista del sesso a pagamento – fosse nata in un qualsiasi paese civile, oggi, probabilmente non se la passerebbe granché bene. Se questa ipotesi corrispondesse alla realtà, Terry avrebbe due scelte davanti a sé: sudare e sbracciarsi per sbarcare il lunario facendo lavoretti di fortuna nella consapevolezza di dover fare i conti, comunque, con una concorrenza più referenziata e probabilmente valevole; oppure accettare di vendere il proprio corpo ai migliori offerenti, a patto di versare parte dei propri introiti in tasse o nelle tasche del proprio datore di lavoro, figura che, inevitabilmente, verrebbe chiamata in un altro modo.
La bella Terry, inoltre, sarebbe costretta a scordarsi la notorietà, la tv si limiterebbe a guardarla alla fine di una dura giornata di fatiche e, probabilmente, dovrebbe anche accettare il fatto che la parola ‘escort‘ rimarrebbe comunque sinonimo di un’altra dalle connotazioni, per così dire, più emotive. E no, l’alternativa non sarebbe ‘accompagnatrice’.

Il destino di Terry – Terry la mora è fortunata. Lo abbiamo già detto, ma è sempre bene ripeterlo. Lei è nata in Italia e questo significa poter arrivare in tv e esibirsi in un lucido sproloquio in cui far emergere quali sono le caratteristiche che oggi seducono chi oggi detiene il potere. Quali le referenze che bisogna avere per ambire a diventare qualcuno nel Paese del nulla dilagante.
E per favore, cari lettori, dimenticatevi le lauree, gli sforzi e i bei valori. Ma soprattutto care lettrici, involontarie vittime di una crisi che di certo non avete contribuito a creare, se volete cambiare un po’ le cose, i primi passi da fare sono semplici: guardatevi attorno e tagliate le gonne, risparmiate sugli indumenti intimi, mettetevi in gioco e, se il caso lo richiede, diventatelo. Un gioco.
Dal tavolo del potente di turno – che a sua volta farà capo, salendo in cima alla piramide della volgarità, sempre alla stessa persona – cadrà anche per voi una mollica luccicante.
Ogni fortuna, però, se abusata rischia di svelare il proprio opposto e noi ci auguriamo che questo non sia il caso della bella Terry, perché, a furia di dare fiato a pensieri riprovevoli, c’è il rischio di dare fattezze concrete al nulla, facendo sì così che esso possa essere ben individuato e affrontato. Qualora venisse quel giorno, cara Terry, essere nata in Italia potrebbe rivelarsi una terribile sfortuna.

Simone Olivelli