Caso Milanese, si deciderà tramite voto segreto

Ci sarà il voto segreto sulla richiesta di arresto di Milanese, che verrà votata alla Camera il prossimo 22 settembre, secondo quanto annunciato dal capogruppo del PD Dario Franceschini. La strategia dello scrutinio segreto, in questo caso chiesta dall’ IDV, contrariamente a quanto accaduto per il caso Papa, vorrebbe mettere la Lega – ago della bilancia- in difficoltà, poiché l’ala ‘maroniana’ sarebbe propensa all’arresto, mentre Bossi ha dichiarato di essere formalmente contrario all’ arresto preventivo, pur lasciando libertà di coscienza ai suoi. Il voto segreto potrebbe anche dare voce ai garantisti di ogni colore politico, quelli per cui l’arresto cautelare è una forma di privazione della libertà, una extrema ratio che va distillata col contagocce, e istigare i franchi tiratori, pronti a volgere le spalle al supponente Tremonti. 

Le conseguenze del possibile arresto. Quel che è indubbio è che il voto sull’ autorizzazione a procedere all’arresto di Marco Milanese, accusato di corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio e associazione per delinquere, non sarà privo di tensioni e le conseguenze per gli instabili equilibri del Governo, in caso di arresto dell’ex braccio destro di Tremonti, potrebbero non essere da sottovalutare, poiché una volta abbandonato Milanese alle manette, la stessa posizione del ministro dell’economia potrebbe vacillare e chissà se non cadere. Ma Berlusconi col suo rinomato ottimismo rassicura: ‘’Il voto non sarà determinante per l’esecutivo’’, convinto che: ‘’Bossi ormai ha chiaro che se cado io è morto anche lui’’. Non ci resta che aspettare e, pop corn alla mano, vedere come le convergenze parallele decideranno se Milanese udirà quel sinistro tintinnio di manette.

Francesca D’ ettorre