Le banche mostrano i loro tesori segreti con “Invito a Palazzo 2011”

Le banche italiane svelano i loro tesori segreti, spalancando per un intero giorno le loro porte al pubblico, che potrà così ammirare le straordinarie opere custodite. Torna, infatti, per il decimo anno, “Invito a Palazzo. Arte e storia nelle banche”, la manifestazione promossa dall’Associazione Bancaria Italiana in programma per il primo ottobre dalle 10.00 alle 19.00.

I numeri del decennale – Palazzi imponenti nei quali sono conservate memorie storiche ed artistiche di altissimo spessore, cappelle barocche con ricche decorazioni in marmi policromi: l’arte in tutta Italia si offre gratuitamente ai visitatori, rendendo disponibili risorse il più delle volte inaccessibili. Ad essere aperti quest’anno, in tutta la Penisola 90 palazzi di 50 banche, con 16 new entry e 4 nuove città che prenderanno parte all’iniziativa. E a fare la parte da leone sarà Roma con ben otto palazzi a cui si aggiungerà, per la prima volta, la filiale romana della Banca di Sassari con la sua importante collezione di arazzi sardi. Da visitare, poi, il palazzo del Monte di Pietà (Unicredit), la direzione generale di Bnl (Gruppo BNP Paribas), Palazzo Altieri, Palazzo Dexia Crediop, Palazzo Rondinini, sede della banca Monte dei Paschi di Siena. E per celebrare l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che ricorre proprio nel decennale della manifestazione, le banche valorizzeranno le testimonianze storiche del Risorgimento conservate esponendo opere pittoriche e testi rari e aprendo al pubblico sedi e spazi dove si sono svolti momenti topici del processo unitario.

Cultura e ripresa economica – «In un momento ancora complesso per l’economia nazionale e internazionale – ha spiegato il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, il sostegno alla ripresa e allo sviluppo del Paese passano anche attraverso la tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico e architettonico. L’arte e la cultura, infatti rappresentano un volano strategico per la crescita del turismo, dell’industria e, più in generale del Paese».

Valentina De Simone