Livorno: operazioni chirurgiche irregolari, denunciati medici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23

Cinque medici ed altre sei persone sono state raggiunte, nei giorni scorsi, da avvisi di conclusione delle indagini preliminari ed informazione di garanzia, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa. A notificare il provvedimento, il Nas Carabinieri di Livorno a termine di un’indagine condotta e coordinata dal pm Federico Manotti che ha fatto luce «su un’incresciosa situazione ormai consolidatasi nel tempo all’interno delle sale operatorie dell’ospedale».

Denunciati 5 dirigenti – Il Direttore ell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale «SS Giacomo e Cristoforo» di Massa, ad altri 4 dirigenti medici dello stesso Reparto e ad ulteriori 6 persone incaricate, per conto di altrettante aziende di settore, della promozione e commercializzazione di protesi ortopediche, sono finite nel mirino dei carabinieri, in quanto avrebbero consentito l’ingresso nelle sale operatorie di personale estraneo all’ospedale e non qualificiato. Nello specifico, i medici interessati, «in spregio alle più elementari norme correlate all’attività sanitaria, nel corso di almeno 45 interventi chirurgici di artroprotesi eseguiti tra gli anni 2007 e 2009 hanno, in qualità di primi operatori, consentito l’accesso in sala operatoria a persone non qualificate e sprovviste di adeguati titoli di studio, permettendo loro l’esecuzione di atti propri dell’attività sanitaria (divaricazione, aspirazione e tamponamento di ferite, l’uso di elettrobisturi, complesse manovre di posizionamento degli arti, etc.)».

Esercizio abusivo della professione sanitaria – L’indagine così condotta, ha quindi consentito di identificare 6 persone dedite sistematicamente alla predetta illecita pratica sanitaria, i cosidetti, “Specialist”, ossia persone ufficialmente presenti negli ambienti ospedalieri in qualità di agenti di commercio di prodotti per l’ortopedia. L’ipotesi di reato per loro riguarderebbe l’esercizio abusivo della professione sanitaria in concorso con i medici che hanno permesso ed agevolato la condotta illecita. Nei confronti dei medici, invece, è stato anche ipotizzato il reato di falso ideologico, nella considerazione che gli stessi, per coprire l’illecita attività, omettevano sistematicamente di annotare sul registro operatorio, atto pubblico rilevante poiché serve a garantire l’esatta applicazione delle procedure operatorie, la partecipazione degli «Specialist» agli interventi chirurgici in esame. Per fortuna, comunque, l’attività investigativa non ha evidenziato alcun problema riguardo alla correttezza dell’impianto delle protesi.

Francesca Theodosiu

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