Caso Milanese: la Lega verso il no all’arresto

Alla vigilia della votazione alla Camera sulla richiesta d’arresto nei confronti di Marco Milanese, il leader della Lega, Umberto Bossi, rompe gli indugi annunciando il voto contrario del suo gruppo. Un’anticipazione che lascia presagire esiti positivi per l’ex braccio destro di Giulio Tremonti, che domani dovrebbe essere “graziato” dal Pdl, dal Carroccio e da Popolo e territorio (ex “Responsabili”).

Il no della Lega all’arresto – “Voteremo a favore della richiesta della giunta per le Autorizzazioni e diremo no all’arresto senza se e senza ma”. A scandirlo è stato il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, che ha assicurato il sostegno al pidiellino Marco Milanese raggiunto da una richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli. “Non c’è stato nessun parere in dissenso – ha aggiunto il leghista – Siamo tutti convinti ed uniti nel dire che è la cosa giusta”.

L’annuncio di Bossi – Parole che hanno fatto il paio con quanto dichiarato da Umberto Bossi in serata: “Non vogliamo fare cadere il governo – ha detto riferendosi al voto di domani su Milanese – Tanto l’inchiesta e il processo vanno avanti lo stesso”. E a chi gli ha fatto notare che i militanti padani potrebbero non apprezzare una tale decisione: “Se lo diciamo assieme io e Maroni – ha risposto il Senatur – vuol dire che abbiamo ragione. La base è sempre con noi, non vi illudete”.

L’incognita del voto segreto – Stando alle previsioni del giorno prima, dunque, l’ex finanziere (che si è oggi autosospeso dal Pdl) potrebbe presto tirare un sospiro di sollievo. L’incognita Lega sembra essersi sciolta a suo favore, allontanando di fatto l’ipotesi del carcere. Ma a scrivere la parola fine saranno domani tutti i deputati di Montecitorio, che nel segreto del voto potrebbero riservare qualche sorpresa.

Maria Saporito