In scena a Torino la prima mondiale di “Leggenda” di Alessandro Solbiati

Una riflessione sull’umanità e la società contemporanea ispirata al romanzo di uno dei grandi scrittori dell’Ottocento, Fedor Dostoevskij: al Teatro Carignano di Torino Alessandro Solbiati porta in scena “Leggenda”, una prima rappresentazione assoluta tratta da “La leggenda del Grande Inquisitore” da “I fratelli Karamazov” dell’autore russo, in replica il 24 e il 27 settembre nell’ambito della stagione lirica del Teatro Regio e in collaborazione con il Festival Mito Settembre Musica. Un’opera densa di spiritualità che dopo “Il carro e i canti” conferma ancora una volta il legame di Solbiati con la letteratura russa e i suoi straordinari rappresentanti.

Omaggio a Roberto Bosio – Il libretto, firmato insieme alla musica da Solbiati, è dedicato a Roberto Bosio, direttore dell’Area artistica del Teatro Regio, scomparso nel 2009, mentre l’opera al padre del compositore. Articolato in tre livelli spazio-temporali, lo spettacolo vede l’orchestra distribuita tra la platea e la sua abituale sede per spazializzare il suono in parallelo con i vari piani narrativi.
Ad esibirsi sotto la direzione di Gianandrea Noseda, l’Ensemble vocale e il Coro del Teatro Regio di Torino diretto da Claudio Fenoglio. La regia, le scene, i costumi e le luci sono curati da Stefano Poda. A salire sul palco il tenore Mark Milhofer (Ivan), il soprano Alda Caiello (Aleša), il baritono Urban Malmberg (Il Grande Inquisitore), il soprano Laura Catrani (La Madre) e il basso Gianluca Buratto (Spirito del Non Essere). A due attori è affidata la parte del silenzioso Cristo, nel carcere e nel deserto.

Valentina De Simone