Iran, minorenne impiccato per l’omicidio di un campione sportivo

Il ragazzo aveva raccontato di aver agito per autodifesa – Ê stato impiccato all’alba aKaraja, una località ad ovest di Teheran, davanti a un nutrito gruppo di persone, Alireza Molalhsani un ragazzo iraniano di soli diciasette anni. Il giovane era stato condannato a morte per l’omicidio del campione di sollevamento pesi  Rohollah Dadashi. L’impiccagione è avvenuta nella stessa strada dove il luglio scorso era morto Dadashi.

Durante il processo,  Molalhsani aveva dichiarato di aver agito per legittima difesa, nel corso della violenta lite che era scoppiata tra lui e il campione iraniano. Ma le sue dichiarazioni non sono state sufficienti a salvargli la vita. La notizia dell’esecuzione nei giorni scorsi ha suscitato violente reazioni da parte delle organizzazioni per i diritti umani che hanno condannato il mancato rispetto per  la Convenzione sui diritti dei Minori delle Nazioni Unite,che l’Iran ha ratificato, e che esclude la pena di morte per reati commessi da minorenni. “Le Nazioni Unite – ha dichiarato il portavoce di Iran Human Rights-  e la comunità internazionale devono dimostrare che queste convenzioni sono qualcosa di più che semplici formalità. Il mondo deve reagire ora”.  Sulla vicenda è intervenuta anche Amnesty Internationalche ha fatto notare “quanto poco rispetto dei diritti umani hanno le autorità iraniane per poter uccidere un ragazzo di appena 17 anni”.

(foto IranHumanRights website)

Annastella Palasciano