Italia: il Fmi taglia le stime sulla crescita. Escluso il pareggio di bilancio nel 2013

Il Fondo monetario internazionale, in linea con gli altri organismi economici internazionali, ha tagliato le stime sull’andamento del prodotto interno lordo italiano da +1,0% a +0,6% per il 2011 e da +1,3% a +0,3% per il 2012. Di conseguenza il deficit potrà “stabilizzarsi nel 2012 e cominciare a calare nel 2013”, attestandosi all’1% circa del Pil, “il secondo valore più basso tra i Paesi del G7”. A questi tassi di crescita, il Fmi esclude che l’Italia possa raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013.

La crescita dell’eurozona. Sono state riviste al ribasso anche le stime sulla crescita nell’eurozona da +2,0% a +1,6% per il 2011 e da +1,7% a +1,1% per il 2012. Il rallentamento sarà percepibile anche a livello globale. Nel 2011 la crescita non dovrebbe superare il 4,0%, quindi 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle stime di giugno. E anche per il 2012 si prospetta lo stesso dato, ma in tal caso la revisione al ribasso è di 0,5 punti percentuali.
“La ripresa economica è diventata più incerta” a causa di una crescita “molto più bassa” nelle principali economie mondiali, ma anche grazie dell’aumento “dell’incertezza fiscale e finanziaria”. E’ quanto si legge nella prefazione al World Economic Outlook presentato ieri, dal titolo “Crescita più lenta, rischi in aumento”, firmata da Olivier Blanchard, consigliere economico del Fmi.
Blanchard sottolinea come “ognuno di questi sviluppi è preoccupante, ma la loro interazione lo è ancora di più”.

I riequilibri globali. Il World Economic Outlook evidenzia la necessita di due tipi di riequilibrio, il primo interno alle singole economie “con la necessità di passare dallo stimolo fiscale alla domanda privata”, il secondo è quello dei flussi fra le diverse economie, che se da una parte richiederebbe a potenze mondiali come gli Stati Uniti “di aumentare la domanda estera” di propri prodotti, dall’altra “in Paesi con grandi surplus commerciali, e soprattutto in Cina” implicherebbe un aumento della domanda interna.

Condivisione del rischio. Il Fmi sostiene che “per ritrovare credibilità sui mercati è fondamentale una rapida applicazione delle misure decise al vertice Ue” dello scorso 21 luglio. “Bisogna fare i conti con un aumento della condivisione del rischio e delle responsabilità in materia di politica macroeconomica e finanziaria”.

L’Italia. In merito all’affidabilità del debito pubblico italiano il Fiscal Monitor delineato dal Fmi annota che il Paese “può reggere spread nell’ordine dei 300-500 punti base per alcuni anni, il tempo necessario per invertire la dinamica del debito, ma a condizione che l’avanzo primario cresca come previsto”. Per quanto riguarda l’inflazione, il Fondo stima anche nel 2012 ci sarà un rallentamento dell’indice, che passerebbe all’1,6% dal 2,6% di quest’anno. In calo al 3,0% del Pil il deficit della bilancia corrente, mentre la disoccupazione è stimata in salita all’8,5%.

M.N.