Napolitano al governo: Ditemi se la maggioranza tiene

Roma – Preoccupazione del Capo dello Stato sulla tenuta della maggioranza dopo che ieri è andata sotto cinque volte sull’ambiente. Napolitano interroga anche l’opposizione.

La situazione precipita? – In questo momento di crisi economica serve una forte stabilità, i mercati devono essere tranquillizzati così come tutti i paesi della zona Euro. Lo sa bene Giorgio Napolitano, che in questi ultimi giorni ha moltiplicato i suoi incontri con i rappresentanti di maggioranza e opposizione.
Il taglio del rating da parte di Standard &Poor’s  che ha quindi declassato il nostro paese, la mancanza di riforme per favorire la crescita e in ultimo la maggioranza che va sotto alla Camera sono, secondo il Presidente, fattori allarmanti.
E così Napolitano organizza una serie di incontri con Casini, Bersani, ieri con Maroni e i capigruppo del Pdl Cicchitto e Gasparri che apparirebbero come vere e proprie “pre-consultazioni“.
Napolitano ha infatti parlato con i due capogruppo Pdl della tenuta della maggioranza, ma i due hanno rassicurato sul fatto che  “va tutto bene, la maggioranza c’è e il governo tiene“.

L’opposizione e l’emergenza – Napolitano però ha preferito parlare anche con gli esponenti dell’opposizione, chiedendo loro se fossero disponibili per un governo di emergenza nel caso la situazione precipitasse.
Pier Luigi Bersani ha subito risposto che “il Pd è pronto a servire il Paese per fronteggiare la crisi, ma solo se ci sarà una “novità politica“.
Sulla stessa linea anche il leader dell’Udc, Casini, che ha fatto sapere che il so partito non “farà mai da crocerossina al governo”.

Il caso Milanese – Napolitano vuol considerare ogni evenienza nel caso la maggioranza possa venir meno a causa di un incidente parlamentare. Un incidente come quello che potrebbe capitare domani sul voto segreto per l’arresto di Marco Milanese.
Italo Bocchino ha infatti anticipato un pronostico: “Dai 20 ai 30 deputati del Pdl voteranno contro Milanese insieme a 30 maroniani. Dall’opposizione dobbiamo calcolare non più di 5 per ogni gruppo che non seguiranno le indicazioni ufficiali. Alla fine per pochi voti passerà il sì all’arresto“.

Matteo Oliviero