Resoconto Ballarò: una volta girava l’economia, oggi gira la “patonza”

Resoconto Ballarò – Il declassamento di Standard&Poor’s disegna un’Italia vulnerabile ai rischi di peggioramento fiscale, economico e finanziario, che giorno dopo giorno è sempre più vicina alla Grecia, sprofondata nel baratro della crisi: “Questo Governo deve andare a casa”. A pensarla così non è soltanto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, Michela Marzano, docente di filosofia morale all’Università di Parigi, il magistrato Piercamillo Davigo, ieri tra gli ospiti della seconda puntata di Ballarò, hanno offerto diversi punti di vista, interni ed esterni alla Nazione stessa, che convolavano tutti verso una sola idea: non si può negare l’evidenza. E in ciò che vediamo, l’Italia perde di credibilità e affidabilità, determinando una caduta verticale di tutta l’economia.

Ministro Fitto alias Don Chisciotte – Le valutazioni della S&P, checché ne voglia dire il ministro dei rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, non sono basate su scelte che risentono degli attuali retroscena politici italiani. Si tratta di dati tecnici elaborati da una- tra le più grosse- agenzia di rating che ha il compito di valutare l’affidabilità degli investimenti. Ovviamente non bisogna dimenticare il margine di errore che incorre in certe valutazioni. Ma un ostinato Fitto nei panni di Don Chisciotte continua a dire che “stiamo costruendo la Santa Inquisizione” e niente più.

Crozza e la telefonata di B. – “Ma lo vedete voi, De Gasperi, a dire che ‘la patonza deve girare’? Ma una volta non doveva girare l’economia? Non meravigliamoci se poi ci girano un po’ i maroni!“. Così Maurizio Crozza ha aperto il sipario, e nel più totale silenzio l’ha chiuso il premier Berlusconi che sembrava volesse intervenire telefonicamente in puntata. D’altra parte, come ha ironicamente osservato Floris, “il telefono non è il forte delle comunicazioni del presidente del Consiglio”.

Corinna Trione