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Sarah Scazzi: la Cassazione accoglie il ricorso dei parenti di Misseri

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Questa mattina la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso con il quale la Procura di Taranto aveva chiesto una nuova ordinanza di arresto per Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente lo zio ed il cugino di Sabrina Misseri, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio della piccola Sarah Scazzi. Ma la Cassazione ha fatto di più, accogliendo, invece, il ricorso presentato dai legali dei due uomini, accusati di aver concorso nella soppressione del cadavere di Sarah, nel quale sostenevano che nessun indizio di colpevolezza comparisse a loro carico.

Nessun indizio di colpevolezza per i due indagati – A questo punto, il tribunale del Riesame di Taranto dovrà rivalutare interamente la posizione dei due indagati all’interno della vicenda e, anzi, la Cassazione ha dichiarato «inammissibile» il ricorso della Procura per il ripristino della carcerazione, e ha «annullato con rinvio» la parte dell’ordinanza con la quale il tribunale del Riesame di Taranto, lo scorso 23 marzo, aveva confermato la sussistenza dei «gravi indizi» di colpevolezza, per aver aiutato Michele Misseri ad occulatare il cadavere di Sarah, gettandolo nel pozzo. «Accolgo con la dovuta cautela la decisione della Cassazione in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza: tuttavia è un successo che sia stato respinto il ricorso della procura, quanto al ricorso di noi difensori è evidente che la Cassazione ha trovato fondati gli argomenti che evidenziavano la mancanza di indizi». Ha commentato l’avvocato Raffaele Missere difensore di Cosimo Cosma, dopo che ieri, insieme all’avvocato Lorenzo Bullo, aveva discusso il ricorso a porte chiuse davanti alla Prima sezione penale della Cassazione.

Accanimento della Procura di Taranto – «Una ‘debacle’ completa per i pm di Taranto!» ha invece replicato l’avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri, alla decisione della Cassazione «Poco a poco si sta tornando – ha dichiarato Coppi all’ ANSA – alla prima versione del delitto fornita da Michele Misseri che si è autoaccusato dell’omicidio della nipotina Sarah Scazzi». «Certamente questa decisione sui due parenti che avrebbero, secondo l’accusa, aiutato Michele Misseri a far scomparire il cadavere della povera giovanissima vittima, è un punto a vantaggio anche per la difesa di Sabrina». Secondo l’accusa – ha ribadito Coppi – «Michele Misseri non poteva aver fatto tutto da solo, e si sarebbe servito dell’aiuto dei due parenti: ma la Cassazione dimostra, con questa decisione, di non credere a questa versione». Infine il difensore di Sabrina ha sottolineato come «questo ennesimo insuccesso dei pm di Taranto dimostra il loro accanimento miope: hanno un uomo, Michele Misseri, che si dichiara colpevole dell’omicidio e si ostinano a tenere in carcere la figlia Sabrina e la moglie Cosima, che si dichiarano estranee al delitto». E proprio l’avvocato Coppi, il prossimo lunedì, discuterà in Cassazione, innanzi alla Prima sezione penale, il ricorso con il quale chiede la scarcerazione di Sabrina.

Francesca Theodosiu

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