S&P, ora tocca alle banche. Spread Btp/Bund ai massimi

Dopo il debito sovrano le banche. Standard and Poor’s ha reso noto ieri, 21 settembre, di aver tagliato il rating di 7 banche italiane a seguito della decisione di lunedì di abbassare il voto al debito sovrano dell’Italia. È stato rivisto il rating a lungo termine di Mediobanca e di Intesa Sanpaolo e tre delle controllate di quest’ ultima Banca Imi, Cassa Risparmio Bologna e Biis che passano da A+ ad A, mentre restano immutate le valutazioni sul breve. Rivisto al ribasso anche il rating di Findomestic e Bnl. Giudizio immutato per Unicredit, il cui ‘outlook’ passa comunque a negativo a causa della revisione del rischio sovrano. La decisione è stata resa nota durante l’incontro tra il premier Berlusconi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il taglio. Per S&P il taglio del rating agli istituti di credito si è reso necessario per allineare alla rivisitazione di quello del Paese, passato da A+ ad A quelle banche che hanno almeno il 40% dei propri asset sul mercato domestico. L’agenzia Usa, già martedì, aveva anticipato un possibile “meccanismo di trasmissione del downgrade sulle banche italiane attraverso il calo del valore dei titoli di Stato nei portafogli degli istituti di credito”. Il cambio dell’ outlook da stabile a negativo colpisce, oltre alle 7 banche già citate,  anche altri otto istituti. Si tratta di Unicredit (e tre sue controllate , la tedesca Unicredit Bank ag, Unicredit Bank Austria e Unicredit Leasing), Agos-Ducato, Istituto per il Credito Sportivo e Banca Fideuram (anch’essa gruppo Intesa Sanpaolo). Tutte banche che avevano già un rating di lungo termine A e di breve A-1. Outlook negativo anche per Cariparma alla quale è stato invece confermato il rating A+.

La Cdp e lo spread. Nel pomeriggio di ieri è passato da A+ ad A anche il rating sulla Cassa depositi e prestiti, controllata per il 70% dallo Stato e il restante 30 dalle Fondazioni di origine bancaria. La Cdp ha investimenti nei settori di interesse strategico per il Paese, dalle infrastrutture ai trasporti all’edilizia, e gestisce il risparmio postale degli italiani che nel 2010 ammontava a 207 miliardi di euro circa.
La giornata di oggi è, di conseguenza, cruciale per i Btp. Il differenziale di rendimento con i Bund tedeschi è schizzato ai massimi storici a quota 411 in avvio. Gli investitori, di fronte al rischio Paese, sembrano preoccupati dalle soffocate risposte che sta fornendo l’Esecutivo.

M.N.