Yemen, ancora morti: cecchini sparano su Piazza del Cambiamento

Continuano gli scontri a Sana’a, la capitale dello Yemen precipitata nuovamente nella violenza in seguito alla ripresa della repressione, da parte del governo del presidente Ali Abdullah Saleh, delle proteste che da mesi infiammano il paese della penisola araba.
Le ultime notizie parlano di un’altra decina di morti, che farebbe salire il computo dei caduti a ottantanove vittime in appena cinque giorni.
Sotto il mirino dei cecchini tutti coloro che vengono individuati come ‘ribelli‘.
A tal proposito, in una nota dell’Ansa, battuta poco dopo mezzogiorno, si legge: “Altre quattro persone sono rimaste uccise oggi a Sanaa nel quinto giorno consecutivo di violenze nella capitale dello Yemen, che vedono affrontarsi fazioni militari, tribali e manifestanti dell’opposizione. Lo riferisce la televisione panaraba Al Jazira. Due donne e due uomini, secondo testimoni, sono stati uccisi dal fuoco di cecchini sulla Piazza del Cambiamento”.

Militari e dissidenti – Il quotidiano La Repubblica,  invece, fa riferimento a quanto trasmesso dall’emittente Al Arabiya e scrive: “Sono dieci le persone rimaste uccise nei combattimenti che infuriano per il quinto giorno consecutivo a Sanaa. […] Sono dieci le persone rimaste uccise nei combattimenti che infuriano per il quinto giorno consecutivo a Sanaa. A riferirlo e’ l’emittente al Arabiya, secondo cui vi sono anche 30 feriti. Ad affrontarsi sono le forze della Guardia Repubblicana guidata da Ahmed, figlio del presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, e i militari che hanno seguito il generale dissidente Ali Mohsen al-Ahmar. Secondo un comunicato del ministero della Difesa, ‘quattro persone sono morte nel bombardamento che aveva come obiettivo l’abitazione dello Sheikh Saghir bin Aziz'”.

S. O.