Borse, gli indici mondiali segnano -20% da maggio

Le Borse stanno beneficiando delle rassicurazioni del G20 ma stamane, con Tokyo chiusa, a monopolizzare l’attenzione erano le perdite di Hong Kong, Shanghai e Mumbai. Pur senza i tracolli di ieri le Borse asiatiche all’alba italiana continuavano a volare basso sull’onda del pessimismo innescato dalla crisi del debito in Europa e dalla mancata ripresa dell’economia Usa. Ma ciò che più di tutto fa riflettere è il calo del 20% che da inizio maggio ha caratterizzato gli indici mondiali.

Le piazze asiatiche. La Borsa di Hong Kong ha chiuso la seduta odierna in calo dell’1,32%, recuperando nel finale dalle ampie perdite iniziali, in linea con l’andamento delle altre borse internazionali, su cui pesano i timori sullo stato dell’economia globale bilanciati, però, da quanto è venuto fuori ieri al G20 di Washington. L’indice Hang Seng ha chiuso a 17.675,25 punti, su un volume di scambi in leggera ripresa. A Shanghai l’indice Composite è calato dello 0,41% a 2.433,16 punti.
A Seul il Kospi ha toccato addirittura quota -5,27% e a Taipei la flessione è arrivata fino al -3,55%. L’unica borsa a girare intorno alla parità stamane era Jakarta dove, dopo il -7% di ieri, c’è stata una ripresa degli acquisti.

Il calo globale. Un dato che la dice lunga sullo stato dell’economia mondiale è l’indice Msci All Country World, che abbraccia le Borse di 45 paesi di tutto il mondo. Ieri l’indicatore ha perso il 4,5%, un calo che ha portato a oltre il -20% le perdite dal 2 maggio scorso, ovvero quello che tecnicamente si definisce Bear Market. In tutto il globo, in sostanza, fino a ieri sono stati bruciati oltre 10 mila miliardi di dollari di capitalizzazione in poco più di 4 mesi.

M.N.