Crisi, G20: siamo in zona pericolo

“La situazione economica è entrata in una fase pericolosa”, ha sottolineato il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, alla sua prima assemblea dell’organismo internazionale, il G20 finanziario di Washington, premendo sulla gravità della situazione economica, caratterizzata ora dall’indebolimento della ripresa e dalla persistenza della mancanza di occupazione.

Le preoccupazioni euro. “Dall’area euro sono giunte buone notizie che non sono state riconosciute dai mercati”, ma per realizzare il piano di interventi convenuto lo scorso 21 luglio, “ci vuole tempo, non siamo più al periodo di Napoleone dove c’è un leader che schiocca le dita e si esegue. Siamo una democrazia”. E “non si tratta solo di economia, non è solo finanza ma è anche destino politico collettivo fra Paesi che hanno speso secoli combattendo fra loro e che hanno deciso di stare insieme”, ha sottolineato la Lagarde. L’Europa, proprio al G20, ha presentato una posizione comune, dalla quale potrebbe uscire un documento sull’euro. Non a caso, al centro del dibattito c’è proprio la situazione dell’Europa, come l’Italia, finita sotto la mira della speculazione per l’alto livello dei debiti sovrani e la debolezza della finanza pubblica, e l’obiettivo della riunione, in vista del G20 dei Capi di Stato e di governo a Cannes in agenda il 2-3 novembre, è il superamento delle difficoltà dei Grandi della Terra nell’individuare percorsi comuni e concordare una soluzione che possa calmierare la tensione sui mercati.

La lettera a Sarkozy. Gran Bretagna, Australia, Canada. Indonesia, Corea del Sud e Messico hanno inviato una lettera al presidente di turno, il francese Nicolas Sarkozy. “Occorre un’azione decisa a sostegno della crescita, della fiducia e della credibilità”, hanno affermato il britannico David Cameron, l’australiana Julia Gillard, il canadese Stephen Harper, l’indonesiano Susilo Yudhokono, il sud coreano Lee Myung-Bak e il messicano Felipe Calderon. “I governi dell’area euro e le istituzioni devono agire per risolvere la crisi della moneta unica e tutte le economie europee devono affrontare il buco del debito e prevenire il contagio”, hanno aggiunto. Il segretario di Stato al Tesoro Usa, Tim Geithner, dal canto suo, ha ricordato che l’eurozona “deve guardare a tutte le opzioni per assicurare la stabilità di lungo termine della seconda valuta al mondo”. E l’impegno a lavorare tutti per l’obiettivo di una crescita “forte, sostenibile e bilanciata” è stato rilanciato dai Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) cioè le economie emergenti dove i ritmi di sviluppo sono rimasti sostenuti anche se in rallentamento. I ministri dell’Economia e delle Finanze dei cinque Brics hanno anche ribadito il loro eventuale sostegno ad un’azione a favore dell’Europa, ma solo nell’ambito dell’operato congiunto dell’Fmi e del G20, non direttamente.

M.N.