La velocità della luce è stata superata: i neutrini fanno la linguaccia ad Einstein

Se c’è una cosa che si impara quando si ha a che fare con le meraviglie della matematica e della fisica, è che, per quanto si voglia pensare a determinate discipline come a scienze che trattano verità assolute, spesso e volentieri chi se ne occupa si ritrova a dover mettere in discussione anche le leggi più rigorose, le formule che per decenni sono sembrate incontestabili. Le teorie della relatività di Einstein stabiliscono che non vi è informazione alcuna capace di viaggiare ad una velocità maggiore rispetto a quella della luce. Ebbene, può darsi, sebbene non vi sia ancora nulla di certo, che il celebre fisico del novecento avesse torto.

Esperimento del Cern-Infn – Questa mattina sono stati resi noti alcuni dati che attestano il fatto che i neutrini viaggiano ad una velocità di circa sessanta nanosecondi superiore rispetto all’invalicabile limite che Einstein designò anni fa: quello della velocità della luce nel cosmo. Grazie all’esperimento del “Cern Neutrino to Gran Sasso”, si è potuto analizzare un fascio di neutrini lanciati dal Cern di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Tali neutrini hanno percorso la distanza di cui sopra anticipando di sessanta miliardesimi di secondo la velocità attesa. Dario Autiero, ricercatore, oggi pomeriggio presenterà al Cern i risultati ottenuti nell’esperimento, risultati che necessitano, ovviamente, ancora di un confronto con altri esperimenti e di lunghe procedure per essere considerati validi.

Rivoluzione nella fisica? – I non addetti ai lavori potrebbero pensare che un numero così piccolo non dovrebbe cambiare granché, ma si da il caso che, se la misura ottenuta dall’esperimento sul fascio di neutrini dovesse essere confermata, la fisica potrebbe subire deicambiamenti notevoli. La genialità del pensiero di Einstein non è, ovviamente, messa in discussione da queste recenti considerazioni: quando si parla di neutrini che fanno la linguaccia al celebre fisico lo si fa per ridere fra “profani”, non perché il pensiero di Einstein sia giunto a conclusioni necessariamente errate. C’è da dire, inoltre, che spiegare rigorosamente i risultati dell’esperimento di cui sopra non sarà affatto facile, e che prima di parlare di errori all’interno della teoria della relatività bisognerebbe, magari, contare fino a dieci o, semplicemente, lasciare che siano dei fisici a farlo.

M.C.